— Questo poi.... Che cosa feci?...
— Il tuo dovere; sta bene. Ed essa non viene per ringraziarti, ma per fare la tua conoscenza, perchè tu sei un giovine savio, amico del suo figliuolo, stimato e amato con ragione da tutti noi. È una cosa naturale, e se non t’incomoda....
— No davvero!
— Dunque non ti mettere in orgasmo; figurati che sia una conoscenza vecchia; sta’ tranquillo, senza moverti senza scompannarti....[218] Ora li fo passare, eh?
— Sì signore. — E il suo volto annunziava che l’animo era bastantemente quieto.
Adunque il parroco invitò gli altri nella camera. Pippo s’accostò il primo al malato, e si dettero un bacio. La Maddalena conduceva per mano la Carolina dall’altra parte del letto; Nanni fece segno di volersi alzare; ma la Carolina lo pregò con soave garbatezza a non si muovere; e i loro sguardi s’incontrarono, e per breve tempo si fissarono reciprocamente, e fu un silenzio profondo in ciascuno dei circostanti, senza che se ne sapessero rendere ragione. A Nanni era comparso all’improvviso un poco di rossore sulle guance impallidite; e la Carolina, sorpresa da un’interna soavissima commozione, ebbe bisogno di mettersi a sedere. Il Parroco fu il primo a rompere quel silenzio; parlando con vivace familiarità ora alla Carolina ora a Pippo, del buon viaggio che aveano avuto, della campagna, d’altre cose indifferenti, per dare agio a Nanni di riaversi dalla prima commozione d’una visita, della quale sebbene fosse stato prevenuto, pur doveva risentire qualche effetto come di cosa insolita e per parte di una persona sconosciuta. Ma questa persona assai più che Nanni avrebbe avuto bisogno di sfogare con libertà la commozione dell’animo. La Carolina, fosse immaginazione o acutezza di sguardo materno, aveva riconosciuto nei lineamenti di Nanni qualche leggiero tratto di somiglianza con quelli di suo marito e di Pippo; si sentiva un impulso prepotente a ricoprire di baci e di lacrime quel volto, ad esclamare fuor di sè dalla gioia; chi sa che io non abbia ritrovato un figliuolo? Due o tre volte si mosse.... ma subito la riflessione, considerando lo stato del giovine e il pericolo d’un inganno, la trattenne. Si sforzò anche a guardarlo di nuovo con apparente pacatezza e a interrogarlo a voce sommessa s’ei continuava a sentirsi meglio; e Nanni rispose dolcemente: — Sì signora; mi par proprio di star bene. — Ah! quella voce le penetrò sì addentro nell’anima, che vedendo di non poter più resistere, s’appoggiò al braccio della Maddalena per alzarsi da sedere e per allontanarsi. Appena ebbe fiato di dire: — Lasciamolo in quiete; ritornerò più tardi. — Il Priore che sempre osservava con la coda dell’occhio Nanni e la Carolina, andò a darle di braccio, accorgendosi ch’ella si studiava di celare a fatica una commozione straordinaria. Pippo distraeva gli altri col suo buon umore; non s’avvide di nulla, e proseguì a trattenersi in piacevole colloquio con la massaja, con Andrea, col vecchio fratello del capoccia, e di quando in quando volgeva la parola a Nanni, anco senza aspettarne risposta; e riparava insieme a ricevere le feste dei ragazzi, e a scherzare con essi.
— La vista di questo giovine m’ha intenerito più che io non credeva, — disse la Carolina uscendo di camera e parlando sottovoce al Priore.
— Me ne sono accorto: e ha fatto bene ad assentarsi per ora. Davvero che Nanni sveglia affetto in tutti. E poi la sua gratitudine, la gratitudine d’una madre.... Oh! intendo, intendo; la compatisco....
— Anzi vorrei pregarla d’una carità, quando saremo soli.
— Subito; vuol tornare alla prioria, chè saremo più liberi?