[20]. Fece portare il vessillo della Chiesa sopra il tetto della casa, e colà fu proclamato che qualunque uomo o donna seguitare volesse quel vessillo, affine di distruggerò il detto Matteo e i di lui fautori, libero e mondo sarebbe tanto da colpa quanto da pena.

[21]. Chronic. Astens., cap. 103.

[22]. Pronunziando sentenza di scomunica, coi tesori della Chiesa aperti, e da qualunque parte arruolando soldati agli stipendi contra il predetto signor Matteo e i suoi seguaci e quelli della sua stirpe fino al quarto grado.

[23]. Edizione in quarto. Milano, 1771, pag. 29.

[24]. All'anno 1332.

[25]. Certamente consta che i censori della fede, nel condannare per titolo di eresia alcuni Ghibellini, indotti furono oltremodo dallo spirito di partito.

[26]. Raynald. ad annum 1341.

[27]. Trovato abbiamo essere iniquamente fatti i processi e le sentenze suddette, per certe ragioni legittime e giuste che in essi abbiamo ravvisate, e col consiglio del fratelli nostri e coll'autorità apostolica, dichiariamo iniquamente fatti e nulli ed irriti gli stessi processi e i giudizi, fatti e pronunziati dai prefati arcivescovo, Pasio, Giordano, Onesto e Barnaba, e da ciascuno di essi intorno alle predette cose, in comunione o separatamente, contra i predetti Giovanni e Luchino (erano allora que' due figli di Matteo signori tranquilli di dodici città) e tutte le cose che sono seguite in forza di que' giudizi o per cagione di quelli.

[28]. Ughelli, tom. IV, in Archiep. Mediol., ubi de Johanne Vicecomit.

[29]. Che gli altri tutti in probità superava.