Scossa, tremò tua pace, o Lodovico,
Sorgi, a me disse, tutt'intorno suona
Il ferro ostil, e me cacciata in bando:
L'armi dispon chi mi ripose in seggio.
Pei santissimi dritti ora te invoco
Del veneto senato, e me del sommo,
Se il puoi, periglio a liberar t'appresta.
Risposi allor: No, non temere, o Diva,
Lodovico t'adora, e del tuo Nume,
Più ancor di quel di Giove, egli gioisce.