[288]. Il prefato Giovanni Galeazzo riconobbe dal popolo milanese il ducato stesso e la contea, il che tornò in grandissimo pregiudizio dell'Impero, e perchè è di consuetudine del sacro romano Impero di non mai investire alcuno di qualche Stato da esso dipendente, se questo egli usurpò col fatto, e da altri lo abbia riconosciuto.
[289]. Il Corio gli dà per extensum all'anno 1494.
[290]. Cambiata, l'anno 1783, per servire al monte di Santa Teresa, recentemente collocatovi. E qui vuolsi notare che gli scudi in bianco marmo rappresentanti i duchi di Milano, che servivano di ornato alla facciata di questa casa, furono preservati dal nostro storico, e collocati in ordine nel primo cortile della sua casa paterna, ivi dicontro. (Il Continuatore).
[291]. La chiesa della Madonna di San Celso è veramente il primo monumento e il più antico di esatta architettura. La facciata dell'arcivescovado e il palazzo dell'arcivescovo si formarono dall'arcivescovo Guido Antonio Arcimboldi. Il claustro di Sant'Ambrogio si fabbricò dal cardinale Ascanio Sforza. Veggasi il Lattuada, Descrizione di Milano, tom. IV, pag. 308. Due altre chiese si fabbricarono in que' tempi, cioè la Rosa e la Passione, meritevoli di essere osservate. Anche la cupola delle Grazie è di quei tempi, e si assomiglia alla prima maniera della casa Marliani.
[292]. Vedi Raccolta milanese stampata presso Antonio Anelli 1756, 2 vol. in 4.º Nel primo volume, dal foglio 2 fino al 22, trovansi parecchi sonetti di messer Gaspare Visconti, con alcune notizie intorno all'autore. (Il Continuatore).
[293]. Di questi broccati pesantissimi se ne veggono tuttora in un vecchio paramento che conservasi presso i Domenicani delle Grazie. La statua di Beatrice d'Este, che è nella Certosa di Pavia, ci mostra la ricchezza e il peso di quei vestiti di allora. L'immagine di Beatrice vedesi pure in un quadro della scuola di Lionardo a Sant'Ambrogio Ad nemus. Ella vi è in ginocchio coi due suoi figli Massimiliano e Francesco, e collo sposo Lodovico il Moro.
[294]. Queste poesie furono da me copiate da un antico codice manoscritto originale dell'autore medesimo, il quale si custodisce fra molti altri manoscritti nella pregievolissima collezione del signor principe Alberico di Belgioioso d'Este. In esso leggonsi più centinaia di sonetti ad imitazione del Petrarca. Leggesi pure una commedia in ottava rima dello stesso Visconti; poesie, a dir vero, di poco valore.
[295]. L'autore Gaspare Visconti mori all'età d'anni 38, il giorno 8 di marzo l'anno 1499. Vedi Argelati, Biblioth. Scriptor. Mediolan., tom. II, parte prima, col. 1604.
«Sparsi i campi al veder d'armi e d'armati,