In occasione di tali ricerche specialmente debbono rettificarsi le liste de' buoni diporti degli ufficiali, con rilevare la stima che godono presso il pubblico i diversi impiegati. Nella stessa conformità i comiti o vice-comiti e i capitani circolari debbono invigilare sopra i commissari circolari, e giudici loro sottoposti, e fare la visita ogni anno sul luogo, formando dappertutto la lista de' buoni e perfetti uffiziali, massimamente sopra i due seguenti punti, cioè, se hanno eseguito accuratamente i comandi, e se siano uomini ragionevoli e giusti; giacchè que' signori che non possono amministrare personalmente i loro beni, e perciò debbono affidarsi ai loro prefetti e fattori, facendosi mallevadori delle loro azioni, saranno dalla corte obbligati di congedarsi, qualora si trovino in essi dei disordini.

14.º Ogni buon ufficiale dello Stato ed onesto uomo, in tutti i suoi piani di rettificazione e di miglioramenti, che conducono al ben generale in materia d'imposizione e contribuzioni, deve riflettere ai mezzi più utili, più semplici e economici di promuovere l'azienda; non deve pensare al suo personale interesse e beneficio, proponendo quello che gli è di comodo e rigettando quello che gli è gravoso; ma deve sempre misurarsi giusta il gran principio ch'egli sia un semplice individuo del corpo intiero, che il vantaggio del maggior numero dei sudditi vale più del suo e di ogni particolare, anzi più di quello dello stesso sovrano considerato come persona particolare; deve finalmente riflettere che procurando il comun bene procura anche il suo proprio, e quand'anche non partecipasse dell'utile comune sul principio, ne sarà poi partecipe in séguito.

Queste sono in breve le mie intenzioni, all'eseguimento delle quali mi obbliga il dovere e la persuasione. Io sarò il primo a metterle in pratica sicuramente, ed il proprio mio esempio servirà a comprovare lo realtà delle mie parole. Chi dunque pensa come penso io e come deve pensare un vero servo dello Stato, si dedicherà intieramente al di lui servizio, mettendo da parte ogni particolar riflesso; e allora comprenderà facilmente la forza de' miei principii, e non troverà, come io non la trovo, difficoltà nell'eseguirli.

Quegli però che non aspira se non all'utilità e onorifico annesso al suo impiego, e che considera il servizio dello Stato come una cosa accessoria, farà meglio disimpiegarsi a tempo e rinunciare ad una carica per la quale egli non è fatto e della quale non è degno, essendo necessario per il bene dello Stato di avere un'anima fervorosa, e rinunciare totalmente a sè stesso e ai suoi comodi.

Questo è tutto ciò che trovo opportuno di far sapere a tutti, acciò il tanto essenziale governo dello Stato venga, da ognuno che sarà destinato a promuoverlo, portato alla sua perfezione.

Sign. Giuseppe.

TAVOLA GENERALE DELLE COSE PIÙ OSSERVABILI CONTENUTE IN QUEST'OPERA

(I numeri romani indicano i volumi, gli arabici i capitoli.)

A

Abbiategrasso, suo castello, abitato dal duca Filippo Maria Sforza, II, 15; — costretto alla resa dal conte Sforza, II, 45; — colà si ritirano i Francesi, III, 23.