[58]. Pag. 153.
[59]. La Cronaca di Martino Verri dice che nello stesso giorno in cui il re passò il Tesino dalla parte d'Abbiategrasso, gl'imperiali lo passarono alla Stella sul Pavese.
[60]. Lib. XV.
[61]. Secondo Gaillard il duca di Ferrara somministrò polvere pel valore di ventimila fiorini d'oro, e cinquantamila ne somministrò effettivi. La Cronaca del Grumello dice che vennero sotto la scorta del Bonneval trasportate cento some di polvere da Ferrara al campo del re. Il Sepulveda dice: Alfonsus Æstensis, Ferrariae dux, ad Papiae commodiorem expugnationem petenti regi amicitiae gratia ex maxima scilicet copia submittebat. Alfonsus enim tormentis fabricandis oblectabatur, atque ejus artificii scientissimus erat. (Alfonso d'Este duca di Ferrara, alfine di espugnare più comodamente Pavia, al re, che ne lo richiedeva, in virtù dell'amicizia, in grandissima quantità (polvere da cannone) somministrava. Perciocchè Alfonso dilettavasi di fabbricare cannoni, e in quel genere di artifizi era sapientissimo.)
[62]. Tegio.
[63]. Tegio; e il Sepulveda dice: Ter milites irrumpere jussi, conatique, ter a Caesarianis, magno accepto detrimento repulsi. (Tre volte i soldati ricevettero l'ordine di assalire, e fecero i loro sforzi; tre volte dai Cesariani furono con grande perdita respinti.)
[64]. Tegio.
[65]. Hoc oppidum Antonius Leiva custodiendum susceperat, ibidem Germunorum qui agmen nostrum subsequebantur ad quinque millibus, Hispanisque circiter quingentis et quadringentis equitibus retentis. Ita cum hum quoque Caesariani pleraque tormenta et plurimum bellici apparatus contulissent, recepta Papia, bellum confectum fore rex sibi persuadebat. Sepulveda.
(Questa città aveva preso a difendere Antonio Leiva, ritenuti avendo colà circa cinquemila dei Tedeschi, che l'esercito nostro seguivano, e circa cinquecento Spagnuoli e quattrocento cavalli. Così avendo anche colà i Cesariani trascinati molti cannoni e grandissimo apparato di guerra, il re persuadevasi che, ottenendo egli Pavia, la guerra sarebbe finita.)
[66]. Gaillard, tom. III, pag. 204.