[67]. Germanos qui erant in Papiae praesidio, quamvis obsidionis initio oppidanorum sumtibus alerentur, stipendium tamen efflagitare, urbem, nisi sibi satisfiat, hostibus sese tradituros minitantes. Sepulveda, pag. 156.

(I Tedeschi che erano nel presidio di Pavia, sebbene al cominciare dell'assedio fossero nutriti a spese dei cittadini, lo stipendio tuttavia con istanza chiedevano, minacciando di cedere la città ai nemici, se non accordavasi la loro domanda.)

[68]. Accepta excusatione, parvâque pecuniâ, aequo animo ad bellum confectum stipendii solutionem expectarunt, praesertim post ipsorum praefecti mortem, qui per eos dies ardentissima febri correptus, nec sini veneni suspicione interiit: Sic enim increbuit Antonium hac ratione voluisse sine tumultu ancipiti moto mederi, eo scilicet sublato de medio, qui seditionis auctor fuisse putabatur. Sepulveda, pag. 158. Il Bugatti nella Storia Universale, libro VI, con indifferenza uguale, dice: Havendogli rimediato la subita morte del loro colonnello, tolto di mezzo destramente, per essere il primo in sospetto di tradigione.

(Ammessa avendo la scusa e ricevuto un poco di danaro, di buon animo accordansi ad attendere il pagamento dello stipendio alla fine della guerra, massime dopo la morte del loro prefetto, il quale in que' giorni, assalito da ardentissima febbre, morì non senza sospetto di veleno; perciocchè così la voce si sparse che Antonio avesse voluto in quel modo rimediare a un doppio male senza tumulto, cioè togliendo di mezzo quello che autore della sedizione riputavasi.)

[69]. Perciò mi maraviglio grandemente che il chiarissimo conte Pietro Verri nella sua recentissima Storia milanese, abbia insegnato, non essere quei monumenti di alcun giovamento a tessere la storia di quelle età: il che veramente tanto strano mi sembra, che costretto sono a confessare di non sapere quello che il chiarissimo autore intenda sotto il nome di Istoria.

[70]. Lettere di messer Bernardo Tasso. Venezia, presso Lorenzini da Turino, 1561, pag. 4.

[71]. Lib. XV.

[72]. Lib. XV.

[73]. Per vessarli da prima col timore e coll'agitazione; quindi, dopo che essi si sarebbero colla consuetudine spogliati di quel vano timore, offenderli con maggiore sicurezza, allorchè fosse sembrato opportuno assalire i nemici con vera battaglia.

[74]. Sepulveda, pag. 166.