S'incontrano pure i nomi di parecchi fiori e di molte specie di alberi fruttiferi ed infruttiferi. Lo sciuscian viene interpretato pel giglio, la hhabasseleth per rosa. Il vocabolo dudaim, col quale si sottintende il frutto della mandrágola, probabilmente era qualche fiore d'amore derivando dal vocabolo dud. Il karkom indica lo zafferano, la laanà, l'assenzio, e l'ezov trovandosi spesso contrapposto all'erez, cedro, fa credere che fosse una pianta piccolissima.
Fra gli alberi fruttiferi sono nominati il thappuahh melo, il thamar palmizio, il rimon melagrano, il theenà fico, il zaid olivo, il sciacked o luz mandorlo, e l'egoz noce.
La vite ghefen fu in ogni tempo coltivata con grandissima cura. Molte viti avevano il loro ceppo abbastanza alto perchè si potesse starvi sotto comodamente, onde la frase che s'incontra spesso nella scrittura: essere assiso sotto la sua vite e sotto il suo fico, per significare il godimento di una vita fortunata e tranquilla.
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IIAR (Aprile-Maggio).
«Ed il Signore si pentì d'aver fatto l'uomo in terra e ne ebbe il cuore addolorato[14]». Con queste parole, premesse alla narrazione del diluvio universale, Mosè fece manifesto il corruccio provato da Dio nel riconoscere come quella creatura fatta a sua immagine e somiglianza s'ingolfasse in ogni sorta di brutture; contaminasse nel fango di ignobili passioni la sua anima immortale; e costringesse Lui, il sommo bene e la somma misericordia, a dovere usare il massimo rigore annientandola[15].
[pg 27]
Nella universale corruzione un uomo solo, Noè[16], seppe mantenersi giusto e pio: e il Signore lo destinò a ripopolare la terra. Gli ordinò quindi di fabbricarsi un'arca ove riparare colla moglie, coi figli, e colle nuore, e con una coppia di ogni specie di animali, fatta eccezione pei quadrupedi ed uccelli puri[17], dei quali doveva accoglierne sette coppie.
I nostri Dottori dissero: che Iddio ordinò a Noè d'impiegare 120 anni nella costruzione dell'arca, nell'intento che venendo egli interrogato dell'uso a cui essa doveva servire; Noè predicesse loro la catastrofe che pendeva sui loro capi e li esortasse al ravvedimento. Noè s'uniformò all'ordine di Dio: ma la tradizione nota che le di lui esortazioni non solo riuscirono vane, ma anzi, trattato da quegli empi quale pazzo, non riceveva in ricambio che dileggi e scherni.