Dove che dietro a noi c'era pe' scorta

N'onibussetto tutto sganghenato,

Dov'uno ce montava un po' pe' vorta

Pascarella, Villa Gloria, sonetto II.

[14.] Il castello e feudo di Cantalupo apparteneva al principe Vaini che morì senza successione. Poscia passò in potere dei Lante; presentemente è posseduto dal barone Commini.

[15.] Di questo tratto di Giovannino, che a prima giunta potrebbe a taluno sembrare strano, s'incarica egli stesso di darci la spiegazione nel suo libretto: «Debbo ora osservare che l'argomento ora toccato (dei legami tra superiori e inferiori) costituisce a mio avviso uno dei punti caratteristici di differenza tra corpo di milizia regolare e corpo di volontari; che cioè, se in quello non è conveniente dare ai soldati dei capi che a loro sieno legati da vincoli d'amicizia, in questo deve all'incontro riuscire vantaggioso. Può forse a tutta prima sembrare strana tale differenza, ma riesce chiara ricercandone le ragioni col mezzo d'acuto esame delle condizioni e qualità diverse del soldato regolare e del volontario».

[16.]

. . . . . Quarcuno

Rimase ner casale chiuso drento

Co' li feriti; e de nojantri, ognuno