Confermiamo il precetto di esilio, col quale furono espulsi dallo Stato: 120. Vittorio Arrigotti piemontese, fabbricatore di nitri e polveri a Forlí; 121. Costanzo Magliano, dei stessi Stati di Piemonte, impiegato in detta città; gravati ambedue di avere appartenuto alla Sètta dei Carbonari, essendo il primo negli atti gravemente indiziato ancora di fabbricazione di quantità di polvere sulfurea per fornirne i rivoltosi, e di aver facilitata l'evasione di vari inquisiti per delitti politici dalle Romagne e di averne procurati i mezzi per la via di Toscana; ordinando la loro perpetua espulsione dai Domini pontifici sotto pena di anni dieci di Galera nel caso che infrangessero il divieto d'esilio contro loro emanato, da incorrersi irremissibilmente anche alla prima sola contravvenzione.
Abbiamo dichiarato e dichiariamo come bastantemente puniti col sofferto carcere od esilio ed assoggettati al Precetto politico-morale di prim'ordine: 122. Giacomo Cicognani, sopranominato il Lampo, di Ravenna, domestico; 123. Angiolo Emiliani di Faenza, tintore; 124. Carlo Berti, calzolaio; 125. Paolo Poggi causidico; 126. Giuseppe Baldrati, detto Titira, calzolaio; 127. Giuseppe Conti, oste; 128. Vincenzo Sangiorgi, oste; 129. Giovanni Caselli, oste; 130. Sebastiano Placci, scrittore, tutti di Faenza; 131. Vincenzo Canè d'Imola, fabbro ferraio; 132. Gioachino Cavazzuti di Castel Bolognese, flebotomo; 133. Marcello Prati di Forlí, tintore, già carcerati, abilitati dal carcere con precedenti provvisorie disposizioni; 134. Michele Nannini di Faenza, sensale; 135. Antonio Amaducci, detto Banchittone, di Cesena, sartore; 136. Nicola Foschi di Cesena, possidente; 137. Luigi Comandini di Cesena, tintore, carcerati; 138. Francesco Fornioni d'Imola, impiegato nel dazio carni; 139. Giuseppe Silvestrini di Castel Bolognese, già cancelliere a Faenza; 140. Gentile Fabbri di Ravenna, sostituto criminale nello stesso Governo, esiliati; e riguardo al Silvestrini e Fabbri, comeché ancora indiziati non leggermente di prestato favore a piú settari detenuti in quel Governo per cause comuni, ordiniamo la loro remozione ed inabilitazione all'esercizio negl'impieghi finora sostenuti.
Bastantemente puniti in egual modo col sofferto carcere e sotto Precetto politico-morale di second'ordine dichiariamo: 141. Antonio Biffi di Faenza, vetturino, abilitato provvisoriamente dal carcere; 142. Giuseppe Navicchia di Cesena, carcerato; e dimessi coll'altro Precetto di rappresentarsi, novis vel non novis: 143. Giovanni Simonetti di Cesena, possidente; 144. Antonio Bartolotti di Bologna, ebanista, abilitati provvisoriamente, imputato il primo di complicità nel già ricordato omicidio di Don Antonio Bandi di Cesena, prevenuto il secondo di correità nel ferimento qualificato del cavalier Giacomo Greppi di Bologna.
Ordiniamo pure l'espulsione dall'impiego di custode e secondino rispettivamente e perpetua inabilitazione ad esercitarlo in qualunque parte dello Stato di 145. Michele Perfetti, custode delle carceri politiche di Forlí e 146. Natale Mariani, secondino nelle carceri criminali di detta città; ambedue indiziati non leggermente di appartenere a segrete unioni, il primo a quella dei Carbonari, il secondo all'altra della Turba; gravemente sospetti di avere favoreggiato piú detenuti politici commessi alla loro custodia a scapito della Giustizia.
Atteso il difetto di prove e la tenuità degli indizi, ordiniamo che siano rimessi in piena libertà: 147. Pio Sangiorgi di Faenza, negoziante; 148. Angelo Lassi domestico, di Faenza, dimorante a Ravenna; 149. Luigi Galassi di Morciano, carabiniere a cavallo; 150. Giulio Bartolotti d'Imola, fornaro; 151. Francesco Gamberini del Mancino di Castel Bolognese, pizzicagnolo; 152. Giuseppe Aguccini di Bologna, negoziante; 153. Angelo Luciani di Ravenna, domestico; 154. Giuseppe Brini d'Imola, cursore; 155. Domenico Bottini genovese, domiciliato a Rimini, studente a Bologna all'epoca della sofferta imputazione; 156. Luigi Valdrà di Castel Bolognese, caffettiere, carcerati tutti, provvisoriamente abilitati dal carcere; 157. Paolo Borsi di Lugo; 158. Gregorio Bajetti di Cesena, tuttora detenuti; 159. Giuseppe Piavi di Ravenna, possidente; 160. Don Giuseppe Severi sacerdote, di Ravenna; 161. Achille conte Laderchi di Faenza; 162. Antonio marchese Cavalli di Ravenna; 163. Antonio de Stefanis, detto Giro, di Ravenna; 164. Tommaso Albanesi di Faenza, direttore di quella Posta; 165. Anastasio Melonà, domiciliato a Ravenna; 166. Giovanni Cardinali avvocato, d'Imola; 167. Gaetano Monghini possidente, di Ravenna; 168. Roberto Braghini di Ravenna; 169. Don Marco Severi sacerdote, di Ravenna; 170. Sante Mirri possidente, d'Imola; 171. Luigi Sangiorgi di Castel Bolognese; 172. Ignazio Tassinari di Castel Bolognese; 173. Battista Utili possidente, di Brisighella; 174. Angelo Spoglianti cursore, di Brisighella: 175. Gaetano Fabri di Ferrara, possidente; 176. Vincenzo Pirazzoli di Ravenna, possidente; 177. Giuseppe Ranuzzi Zaccaria di Ravenna; 178. Carlo Lodovichetti di Ravenna, sostituto cancelliere; 179. Sebastiano Fusconi medico, di Ravenna; 180. Giovanni Sgubbi avvocato, d'Imola; 181. Bartolomeo Pianori di Brisighella, cancelliere; 182. Vincenzo Vincenti di Bologna, cancelliere al Governo d'Imola; 183. Antonio Piancastelli di Brisighella, cursore; 184. Sebastiano Garavini di Brisighella, scrittore; 185. Giuseppe Malvezzi di Brisighella, esattore; 186. Arduino Succi d'Imola, avvocato; 187. Domenico Farini di Russi, notaro; tutti allontanati dallo Stato colle misure 10 luglio 1821.
Abilitiamo a rientrare nello Stato, a condizione però di presentarsi nelle forze del Governo entro le ventiquattro ore che vi saranno pervenuti, per procedere sui loro addebiti ed al giudizio su di essi a termini di ragione: 188. Giovanni Matteucci di Ravenna, possidente; 189. Vincenzo Gallina negoziante, di Ravenna; 190. Pietro conte Gambi di Ravenna; 191. Francesco conte Ginnasi possidente; 192. Giuseppe Benedetti possidente; 193. Sebastiano Baccarini ufficiale reduce, possidente: 194. Carlo Villa notaro; 195. Giuseppe Gardi appaltatore dell'illuminazione notturna, tutti di Faenza; 196. Carlo Cerotti; 197. Domenico Casamurata; 198. Domenico Mugolti; 199. Giuseppe conte Orselli possidente; 200. Domenico Virgili possidente; 201. Paolo Roti possidente; 202. Lorenzo Rossi possidente; 203. Giuseppe Faentini possidente, tutti di Forlí; 204. Luigi Fabbri possidente, di Cesena; 205. Gio. Battista Masotti avvocato, di S. Laudecio; 206. Francesco Giuccioli di S. Laudecio, impiegato di finanza.
Come che gravemente indiziati a cattura nel delitto politico superiormente riferito, abbiamo ordinato ed ordiniamo il mandato d'arresto contro: 207. Pietro Roncaldier di Ravenna, negoziante; 208. Giuseppe conte Rondenini, detto il Gobbo; 209. Francesco Zambelli ufficiale reduce; 210. Angelo Querzola carrozzaro; 211. Luigi Ghinassi possidente, tutti di Faenza; 212. Benedetto Visibelli di Bologna, negoziante; 213. Gaetano Marchesini di Bologna, già impiegato alla Posta; 214. Luigi Assiari flebotomo; 215. Matteo Bentivogli facchino; 216. Raffaele Frampolesi impiegato al dazio carni; 217. Luigi Fiorini negoziante; 218. Lorenzo Gaudenzi ministro; 219. Gaetano Lucchini possidente: 220. Andrea Matteucci possidente; 221. Gaetano Orioli vetraro; 222. Girolamo Zignani libraio; 223. Pietro Barberini scrittore; 224. Giovanni Petresi tenente di linea; 225. Pietro Laudi capitano di linea, tutti di Forlí; 226. Pietro Bondini possidente; 227. Giuseppe Bonini possidente, di Cesena; 228. Francesco Raspi possidente, di Faenza; 229. Pacifico Giulini di Pesaro, dimorato a Ferrara.
Ordiniamo similmente che siano assoggettati al Precetto politico-morale di prim'ordine ed alla sorveglianza della Polizia perché complicati anch'essi in causa: 230. Andrea Moschini già ispettore dei boschi, di Ravenna; 231. Atanasio Montallegri possidente, di Faenza; esiliati, già da tempo riabilitati a dimorare nello Stato; 232. Giuseppe Strocchi oste; 233. Francesco Morri possidente; 234. Francesco Rondenini ufficiale reduce; 235. Pietro conte Laderchi possidente; 236. Carlo Marij già soldato provinciale; 237. Antonio Lapi chirurgo; 238. Carlo Martini medico; 239. Filippo Regoli impiegato in dogana; 240. Giuseppe conte Tampieri possidente; 241. Francesco Strocchi oste; 242. Paolo Giangrandi possidente; 243. Luigi Maccolini parrucchiere; 244. Francesco Piazza sartore; 245. Giovanni Tosi finanziere; 246. Giuseppe Liverani chirurgo, tutti di Faenza; 247. Gio. Battista Pirazzoli d'Imola, medico; 248. Vincenzo Pediani di Castel Bolognese, falegname; 249. Gio. Battista Cocchi di Minerbio; 250. Luigi Amaducci scrittore; 251. Francesco Acquisti falegname; 252. Girolamo Boccetti possidente; 253. Giacomo Bardelli di Ravenna; 254. Battista Bertini ufficiale reduce; 255. Giuseppe Bonini, detto Piva, falegname ed oste; 256. Giovanni Bendandi bigliardiere; 257. Giovanni Balsani orefice; 258. Angelo Calletti avvocato; 259. Pietro Cicognani cancelliere vescovile; 260. Bernardo Covich militare reduce; 261. Marcello Danesi militare reduce; 262. Alessandro Francia negoziante; 263. Giovanni Francia negoziante; 264. Gaetano Ghinnasi tornaro; 265. Domenico Cardini impiegato nel Tribunale Criminale; 266. Francesco Gallina facocchio; 267. Lorenzo Morgagni ufficiale reduce; 268. Filippo Mangelli possidente; 269. Pietro Mangelli possidente; 270 Angelo Mamini possidente; 271. Vincenzo Mattiucci chirurgo; 272. Angelo Pasini ministro; 273. Francesco Petrignani impiegato in Legazione; 274. Domenico Pascucci ufficiale reduce; 275. Nicola Regnoli segretario comunale; 276. Valeriano Regnoli impiegato di finanza; 277. Baldassarre Regnoli impiegato in casa Gaddi; 278. Pietro Romagnoli calzolaio; 279. Domenico Sangiorgi ufficiale reduce; 280. Francesco Sangiorgi impiegato; 281. Nicola Sughi oste; 282. Alessandro Vinelli possidente: 283. Luigi Zambianchi possidente; 284. Pietro Aleotti possidente; 285. Antonio Acquisti detto il Zoppo Zignana, sartore; 286. Alessandro Bensoni possidente; 287. Giuseppe Balducci sartore; 288. Luigi Baldini avvocato; 289. Luigi Beltini maniscalco; 290. Pietro Bucchi sartore; 291. Vincenzo Castelli cursore; 292. Andrea Cristini ufficiale pensionato; 293. Pellegrino Canestri scrittore; 294. Giovanni Casali stampatore; 295. Massimiliano Casamurata studente; 296. Nicola conte Corbizzi possidente; 297. Antonio Castelli assistente al dazio carni; 298. Vincenzo Caracchetti vetturino; 299. Giuseppe Danesi falegname; 300. Luigi Danesi ferraro; 301. Paolo Donati, detto Birinaccio, sartore; 302. Giuseppe Foschi suonatore di violino; 303. Vincenzo Francia detto il Roscio; 304. Francesco Fabri, detto Pignattaro, possidente; 305. Michele Fiori, detto il Zoppo, sartore; 306. Evaristo Frasinetti sartore; 307. Pellegrino Lepori calzolaio; 308. Giuseppe Martini falegname; 309. Paolo Masotti impiegato all'Ipoteche; 310. Vittorio Magliano suonatore; 311. Giuseppe Marioni pescivendolo; 312. Ignazio Mazzolini sartore; 313. Michele Mazzolini vetturino; 314. Vincenzo Masotti, detto Masottino, legale; 315. Pietro Montanari, detto Ficcafava, possidente; 316. Domenico Piazzoli possidente; 317. Enrico Pettini scrittore; 318. Alessandro Pettini scrittore; 319. Antonio Panzarotta ex impiegato; 320. Giorgio Regnoli chirurgo; 321. Francesco Rossi suonatore di violino; 322. Pasquale Romagnoli, soprachiamato Riminino, scrittore; 323. Giovanni Reggiani possidente; 324. Antonio Sandi sediaro; 325. Biagio Severi impiegato alla prenditoria del Lotto; 326. Giovanni Scannelli possidente; 327. Cristoforo Serfi arruotino; 328. Giuseppe Signorini marmorino; 329. Fabrizio Tamberlich speziale; 330. Arcangelo Tappacelli ferraro; 331. Pellegrino Reggiani maestro di carattere; 332. Pellegrino Varoli beccaio; 333. Francesco Maroncelli medico; 334. Giovanni Zattoni impiegato all'Acque e Strade; 335. Giuseppe Losanna caffettiere; 336. Benedetto Forlivesi, allontanato, abilitato, tutti di Forlí; 327. Annibale Rondenini di Brisighella, militare reduce; 338. Antonio Pasotti di Castel Bolognese, senza mestiere; 339. Giuseppe Arrighi militare reduce; 340. Giacomo Fattiboni possidente; 341. Giuseppe Ferretti finanziere; 342. Sante Venturi; 343. Giuseppe Ragonesi avvocato; 344. Giuseppe Moschini possidente; 345. Pietro Cacciaguerra possidente; 346. Michele Bordi; 347. Girolamo Paggi; 348. Vincenzo Pio; 349. Giuseppe Zondini; 350. Simone Nardi, detto Tutrino, tutti di Cesena; 351. Cesare Valbonesi segretario comunale di Meldola; 352. Pellegrino Silvestrini oste a Meldola; 353. Nicola Partisetti possidente, di Meldola; 354. Biagio Abbati di Savignano ingegnere; 355. Giuseppe Negri avvocato a Bologna; 356. Placido Sarti ex militare, di Bologna; 357. Marco Mariani di Bagnacavallo, locandiere a Lugo; 358. Francesco Manzieri possidente, di Lugo; 359. Melchiorre Ricci di Forlimpopoli, avvocato; 360. Giulio Chiaraffoni possidente, di Ferrara; 361. Luigi Andreati militare reduce, di Ferrara; 362. Domenico Armari militare reduce, di Ferrara; 363. Carlo Imperiali ingegnere, di Ferrara; 364. Luigi Armuzzi di Faenza, soldato provinciale; 365. Bernardo Biagioli setacciaro, soldato provinciale, di Faenza; 366. Gaetano Bianchini, già ispettore di polizia a Ravenna; e rapporto ai sopraenunciati due soldati prescriviamo la loro immediata espulsione dal Corpo provinciale.
Alla stessa sorveglianza della Polizia ed al Precetto politico-morale di second'ordine prescriviamo che siano assoggettati: 367. Gio. Batt. conte Della Volpe d'Imola; 368. Giovanni Orioli curiale, di Ravenna; 369. Antonio Ducci possidente; 370. Angelo Strocchi oste; 371. Francesco Fanti dottore; 372. Natale Foschini scrivano in casa del conte Rondenini; 373. Giuseppe Foschini scrivano; 374. Carlo Traversari maestro di ballo; 375. Gallo Marcucci possidente; 376. Luigi Benazzoli possidente; 377. Francesco Biagioli legatore in oro; 378. Ignazio Mengolini possidente; 379. Marco Mengolini possidente; 380. Giuseppe Azzalli possidente; 381. Pietro Martini scrittore; 382. Francesco conte Naldi possidente; 383. Carlo Gardi appaltatore dei lumi notturni; 384. Alberigo Alberighi possidente; 385. Angelo Guidi possidente; 386. Antonio Bucci possidente; 387. Luigi Baldi negoziante; 388. Carlo Bazzica macellaro; 389. Giuseppe Orioli vetraro; 390 Andrea Tabanelli oste; 391. Michele Fregnani, detto Michelotto; 392. Sebastiano Caselli oste; 293. Ferdinando Rampi possidente; 394. Giuseppe conte Pasolini Zannelli possidente; 395. Michele Pasi possidente, tutti di Faenza; 396. Leonardo Orioli legale, di Ravenna; 397. Marco Ortolani possidente, di Ravenna; 398. Carlo Artosini possidente; 399. Giuseppe Artosini possidente; 400. Domenico Bartolazzi chirurgo; 401. Francesco conte Bensi possidente; 402. Luigi Bordandini stampatore; 403. Giuseppe Bargozzi sellaro; 404. Andrea Bertoni giovane di negozio; 403. Angelo Bertoni ebanista; 406. Emidio Belloni impiegato nel dazio carni; 407. Vincenzo Bondandi domestico; 408. Giuseppe Bandini falegname; 409. Vincenzo Bentivogli calzolaio; 410. Tommaso Capaccini possidente: 411. Nicola Cerchioli calzolaio; 412. Ottavio Capilli orefice; 413. Pietro Cicognani scrittore; 414. Fabio Cortesi studente; 415. Giacomo Cassani speziale; 416. Guglielmo Cappuccini calzolaio; 417. Domenico Costa impiegato; 418. Giacomo Cicognani possidente; 419. Sebastiano Croci argentiere; 420. Domenico Cerchioli capo dei lavori stradali; 421. Domenico Cicognani, detto Piccolino, sellaro; 422. Vincenzo Danesi impiegato alle Poste; 425. Luigi Danesi calzolaio; 424. Antonio Denti impiegato nell'Ipoteche; 425. Luigi Dulcini impiegato particolare; 426. Antonio Donati sartore; 427. Antonio Francia negoziante; 428. Gaetano Francia negoziante; 429. Pietro Frampolesi assistente al dazio carni; 430. Sireno Fanti stampatore; 431. Domenico Frisoni carabiniere; 432. Giuseppe Golfarelli sartore; 433. Alberico Gardini sartore; 434. Giuseppe Lacchini sartore; 435. Alessandro Mazzoni studente; 436. Alessandro Miglietti studente; 437. Carlo Miglietti flebotomo; 438. Giuseppe Montanari; 439. Antonio Marozzi stampatore; 440. Giuseppe Mirri possidente; 441. Andrea Micheletti, detto Nasaccio, sartore; 442. Antonio Moschini pittore; 443. Pietro Placucci ex militare; 444. Giuseppe Palmieri tenente di linea; 445. Carlo Piazzoli possidente; 446. Giuseppe Piolanti tenente di linea; 447. Giovanni Paci calzolaio; 348. Giacomo Paci calzolaio; 449. Sebastiano Presenziani detto Barzellone, rigattiere; 450. Agostino Rossi studente; 451. Girolamo Romagnoli cocchiere; 452. Angelo Rondoni impiegato di Dogana; 453. Luigi Randi sediaro; 454. Luigi Rota quartiermastro dei Carabinieri; 455. Giuseppe Reggiani pittore; 456. Nicola Rivali falegname; 457. Antonio Ravaioli falegname; 458. Giacomo Ravaioli, detto Ciamino, negoziante; 459. Michele Rosa Intendente di finanza; 466. Pietro Ravaioli ebanista; 461. Giacomo Rossi impiegato in Comunità; 462. Giuseppe Rossi, detto San Lazzaro; 463. Giovanni di Francesco Reggiani possidente; 464. Sebastiano Sansavini studente; 465. Vincenzo Scardi maestro d'armi; 466. Antonio Silvegni fornaro; 467. Luigi Severi studente; 468. Giuseppe Tamberlicchi speziale; 469. Tommaso Tamberlicchi veterinario; 470. Salvatore Turchi barbiere; 471. Camillo Turchi barbiere; 472. Giuseppe Turchi vetturale; 473. Stefano Respignani falegname; 474. Battista Vitali chincagliere; 475. Giovanni Villa ministro nel negozio Gurioli; 476. Sante Reggiani, detto Ghisino calzolaio; 477. Decio Valentini studente, 478. Ruffillo Vallicelli sartore; 479. Camillo Versari studente di medicina; 480. Aleandro Zamboni studente in Bologna; 481. Gaetano Zampighi, detto Tanti, cocchiere; 482. Marco Zignani studente; 483. Lazzaro Zoli possidente; 484. Giovanni Zoli impiegato alle Porte; 485. Antonio Zoli scrittore; 486. Luigi Zoli fattore dello Spedale, tutti di Forlí; 487. Vincenzo Sbrighi possidente; 488. Giovanni Bellotti impiegato di finanza; 489. Gio. Battista Milani possidente; 490. Agostino Neri possidente; 491. Giuseppe Pio cancelliere sostituto nel Governo di Cesena; 492. Gaetano Pio impiegato in quella Comunitá; 493. Giovanni conte Roverella; 494. Paolo Ugolini inverniciatore; 495. Mauro Venturi cursore comunale; 496. Luigi Trentini carabiniere, tutti di Cesena; 497. Giovanni Amaducci vetturale, di Meldola; 498. Andrea Pistocchi sartore, di Meldola; 499. Antonio Vangelli possidente, di Meldola; 500. Girolamo conte Cicognara di Ferrara, possidente; 501. Giuseppe Fugarelli locandiere alle Tre Corone di Ferrara; 502. Gio. Battista Pasti ex giudice, di Ferrara; 503. Antonio Rinieri ingegnere, di Ferrara; 504. Agostino Taveggi di Ferrara, avvocato; 505. Alessandro Carnevali di Lugo, avvocato; 506. Giulio conte Graziani di Bagnacavallo, possidente; 507. Giuseppe Dadi di Bologna, negoziante; 508. Domenico Fantozzi di Savignano, speziale; 509. Pietro Mazzolani di Bologna; 510. Francesco Piana avvocato, di Bologna; 511. Giuseppe Patuzzi avvocato, di Bologna; 512. Gaetano Saragoni cameriere di locanda, di Bologna; 513. Pietro Manzieri ex ufficiale; e riguardo ai già nominati ufficiali di linea capitano Pietro Landi, Girolamo Petresi tenente, contro i quali si è rilasciato il mandato a cattura, e Giuseppe Palmieri. Giuseppe Piolanti, Luigi Rota quartiermastro, Luigi Trentini carabiniere semplice assoggettati al Precetto politico-morale, ordiniamo la loro immediata espulsione dai rispettivi Corpi dell'Arma, ai quali sono addetti.
Condanniamo poi a tutte le spese processuali ed a quelle del presente Giudizio gl'individui superiormente descritti, contro de' quali si è proceduto alla pena capitale ed alle altre afflittive di detenzione e di Galera.