«Sì… sì.»

«Fatto numero tre: il libro di tossicologia appartenente a Jim, segnato dalla sua matita rossa in un punto dove si parlava del triossido di arsenico; e di triossido d’arsenico era pieno il bicchiere di Nora. Fatto numero quattro:» Ellery scosse il capo «qualcosa che io solo posso stabilire perché ho tenuto Jim sott’occhio ogni momento, la sera dell’ultimo dell’anno. Nessuno, all’infuori di lui, avrebbe potuto avvelenare il bicchiere fatale, e nessuno l’ha fatto. Io sono quindi in grado di stabilire che Jim, non solo aveva la migliore occasione per avvelenare il bicchiere, ma anche l’unica occasione. »

«Senza parlare del pomeriggio in cui Jim era ubriaco e ha detto che aveva intenzione di liberarsi di sua moglie. Dakin e Cart hanno sentito…» sospirò Pat.

«E senza contare, inoltre» proseguì Ellery gentilmente «le due altre occasioni nelle quali Nora è stata avvelenata con l’arsenico: il ventotto novembre e il giorno di Natale, precisamente secondo le date delle due lettere di Jim. Sono dei fatti molto conclusivi, Pat. Chi non crederebbe che Jim voleva uccidere Nora?»

«Eppure lei non lo crede» affermò Pat.

«Non ho detto questo» rispose Ellery lentamente. «Io…» si strinse nelle spalle. «La questione è un’altra: dobbiamo deciderci subito. Parliamo all’inchiesta di domani, o no?»

«E se Jim fosse innocente?» domandò Pat, pensosa, mordendosi un’unghia. «Come posso, come possiamo far condannare un uomo a morte? Un uomo che conosciamo? Ellery, io non me la sento. E poi» continuò Pat col viso sempre più sconvolto «non credo che ci riproverà più, Ellery! Non ora, dopo che ha ucciso sua sorella per errore; non dopo che si è scoperto tutto, e la polizia… voglio dire se è stato lui…»

Ellery si fregò le mani finché gli fecero male, camminando su e giù davanti alla ragazza con la fronte aggrottata.

«So io che cosa dobbiamo fare» dichiarò alla fine. «Dobbiamo sottoporre il problema a Nora.» Pat sgranò gli occhi. «Nora è la vittima, Jim è suo marito. Lasciamo che sia lei a decidere. D’accordo?»

La ragazza rimase a lungo in silenzio.