«La verità.» Pat era terrorizzata.

«Pat» disse Ellery gravemente «noi conosciamo già i due dati più importanti di questo problema… ormai non si tratta più di un delitto potenziale. Un assassinio è stato commesso. Una donna è morta… Il fatto che sia morta per sbaglio non ha importanza; perciò la legge…»

«Lei sta cercando di dirmi, con inutili giri di parole» lo interruppe Pat con forza «che dobbiamo andare alla polizia a raccontare tutto quello che sappiamo…?»

«Sta a noi mandare o non mandare Jim Haight alla sedia elettrica.»

Pat balzò in piedi. Ellery le prese la mano.

«Ellery, non è possibile! Non può esserne convinto! E nemmeno io, sebbene sia la sorella di Nora…»

«Noi stiamo parlando di fatti, ora, e i sentimenti non c’entrano» dichiarò Ellery irritato. «Non si rende conto che noi siamo in possesso di quattro gravissimi indizi, cioè di quattro fatti che possono provare la colpevolezza di Jim?»

«Quattro?» balbettò Pat. «Sono tanti!»

Ellery la costrinse a sedersi. La ragazza aveva un’espressione perplessa.

«Fatto numero uno: le tre lettere nascoste nella cappelliera di Nora, che indicano chiaramente le sue intenzioni.» Pat s’inumidì le labbra. «Fatto numero due: il disperato bisogno di danaro di Jim. Lo sappiamo per certo, perché è andato a impegnare i gioielli di sua moglie, e le ha chiesto dei soldi… senza contare che Dakin sa… che alla morte di Nora, Jim avrebbe ereditato una grossa sostanza… non le sembra un motivo sufficiente?»