Intanto il signor Queen se la svignava ogni mattina con Pat la quale, in pantaloni e maglioncino di lana, andava a rapirlo e lo conduceva con la propria decappottabile a esplorare la città e la contea. In breve il taccuino del signor Queen si riempì di bizzarre annotazioni, di frasi in gergo, di nomi di ritrovi diurni e notturni… insomma, di colore locale americano, edizione Wrightsville.

«Non so che cosa farei senza di lei» le disse Ellery una mattina mentre ritornavano dal Low Village. «Come fa a conoscere tutta questa strana gente?»

«Sono laureata in sociologia» rispose Patricia sogghignando. «E devo pur tenermi in esercizio…»

«A proposito; che cosa pensa di tutto ciò il signor Bradford, Pat?»

«Di me e della sociologia?»

«Di me e di lei.»

«Ah!» disse Patricia, scrollando le chiome con aria soddisfatta. «Carter è gelosissimo.»

«Davvero? Ma allora…»

«Non cominciamo con i bei gesti» l’interruppe la ragazza. «Carter ha avuto sempre il vizio di sentirsi troppo sicuro di sé, specialmente nei miei confronti. Siamo cresciuti assieme; un po’ di gelosia gli farà bene.»

«Non posso dire che questa parte di “reagente” amoroso mi garbi molto» mormorò Ellery sorridendo.