«Narrativa» rispose Ellery e, senza batter ciglio, registrò il tono ostile di Bradford.
«Sono proprio contenta» disse ancora Pat, squadrando di nuovo Ellery. Carter si accigliò. Il signor Queen rise beato.
«Penso io a mettere a posto questa stanza, mamma» fece la ragazza. «In seguito, signor Smith, quando avremo finito di affliggerla con la nostra presenza, potrà cambiare la disposizione dei mobili, senza aver paura di offenderci.»
Mentre osservava Pat Wright che riordinava la casa sotto lo sguardo vigile e sospettoso di Carter Bradford, Ellery pensò: “Che il cielo mi mandi un malaugurio di questo genere ogni giorno! Carter, ragazzo mio, mi dispiace, ma non potrò fare a meno di coltivare la tua Pat!”.
Il buon umore del signor Queen non svanì quando Pettigrew ritornò con le valige, sventolando l’ultima edizione del Wrightsville Record. Frank Lloyd, proprietario direttore, aveva mantenuto la parola data a Hermione Wright soltanto tecnicamente. Nell’articolo riguardante le notizie cittadine aveva accennato al forestiero soltanto dicendo che si trattava del “signor Ellery Smith” di New York; però il titolo dell’articolo diceva: “Un noto autore, ospite di Wrightsville! “.
IV
Le tre sorelle
L’arrivo del signor “Ellery Smith” mise a rumore il gran mondo intellettuale di Wrightsville, costituito dalla signorina Aikin, bibliotecaria, che aveva studiato il greco; dalla signora Holmes, che insegnava letteratura comparata alla scuola superiore; da Emmeline Du Pré, soprannominata dagli irriverenti “il gazzettino della città”, la quale, tuttavia, era invidiata da giovani e vecchi per l’impagabile fortuna di essere vicina di casa del signor Smith. E infatti la villa Emmy Du Pré era situata accanto a quella di Ellery Queen.
Improvvisamente il movimento di automobili aumentò sulla strada della collina. L’interesse e la curiosità manifestati dai cittadini di Wrightsville erano tali, che Ellery non si sarebbe meravigliato nemmeno se la compagnia degli autobus avesse istituito un servizio turistico fino alla porta di casa sua.
Poi piovvero inviti. Inviti al tè, ai pranzi, a colazione.