«Per cortesia vuole rispondere alla mia ultima domanda?» chiese Bradford rivolto a Ellery. «Qual è il suo vero nome?»
Non c’era niente da fare. Era chiaro che Bradford, quella notte, non era rimasto in ozio.
Il nome di Queen, in teoria, non l’avrebbe salvato da un’accusa di omicidio, naturalmente, ma in pratica nessuno si sarebbe mai sognato di pensare che un poliziotto tanto noto avrebbe potuto impegolarsi in un delitto.
«Il mio nome è Ellery Queen» dichiarò il giovane con un sorriso.
Carter Bradford era un ottimo tempista. Il giudice Martin, date le circostanze, fece del suo meglio.
«Signor Queen» domandò non appena poté procedere al contro-interrogatorio «nella sua qualità di studioso dei fenomeni criminali, era interessato in questo caso?»
«Immensamente.»
«Per questo dunque ha tenuto continuamente sott’occhio Jim Haight durante la sera dell’ultimo dell’anno?»
«Per questo e per l’affetto che mi lega alla famiglia Wright.»
«Stava in guardia per impedire un possibile tentativo di avvelenamento da parte di Jim Haight?»