«Silenzio in aula!» urlò l’usciere.
«Sì.»
«Qual è il suo vero nome?»
Il giudice Martin si affrettò a dire:
«Non vedo la ragione di questo interrogatorio, Vostro Onore. Il signor Smith non è sotto processo…»
«Vuole spiegarmi il perché di questa richiesta, signor Bradford?» domandò il giudice Newbold incuriosito.
«Nella sua testimonianza di ieri, il signor Smith ha affermato che avrebbe potuto avere l’opportunità di avvelenare quel cocktail» dichiarò Bradford con un debole sorriso. «Perciò nell’esame di questa mattina, devo necessariamente includere alcune domande che servono a determinare il carattere del signor “Smith”.»
«E lei ritiene di poter determinare il carattere del signor Smith facendogli rivelare il suo vero nome?» domandò accigliato il giudice Newbold.
«Sì, Vostro Onore.»
«Va bene, proceda.»