«Ellery!» esclamò Pat. «Non mi ha mai, mai… »
«Sarò innamorato di quel buffo faccino finché vivrò» dichiarò il signor Queen. «È un adorabile musino di bamboccia. Ma il male è, Pat, che lei non è innamorata di me. » Pat fece per dire una parola, ma ci ripensò e tacque. «Lei è innamorata di Cart.»
Pat balzò in piedi.
«Che importa se anche lo sono stata! La gente non dimentica le scottature e le ferite!»
«Oh sì, dimentica» disse pacato il signor Queen. «La gente sa dimenticare con maggiore facilità di quanto non si creda.»
«Impossibile» ribatté Pat corrucciata. «Non è il momento di comportarsi come ragazzini. Pare che non si sia reso conto di quel che è successo in questa casa. Ormai noi siamo dei paria. Dovremo combattere una lunga battaglia per riabilitarci. E ormai ci siamo solo io e Lola per aiutare mamma e papà a rimettersi di nuovo in piedi.»
«Potrei aiutarvi io, Pat» fece Cart in un soffio.
«Grazie mille! Faremo noi. È tutto, signor Queen?»
«Non c’è fretta» mormorò il signor Queen.
Pat rimase in silenzio per un momento poi augurò la buona notte con voce stizzosa ed entrò correndo in casa. La porta sbatté alle sue spalle. Ellery e Carter tacquero per un po’.