«Sono già rimasto troppo a lungo, Pat. Ora non vi è più nulla che mi trattenga… assolutamente nulla.»
«Proprio nulla?»
«Risparmiatemi i vostri teneri addii» rimbeccò Cart. Poi rise un po’ imbarazzato e si sedette sul gradino vicino agli altri due. «Non badatemi. Sono intontito in questi giorni, a volte penso di essere un rompiscatole terribile.»
«Cart… tu? Che fai l’umile?» esclamò Pat sgranando gli occhi.
«Sono molto cresciuto in questi ultimi mesi» disse Cart a mezza voce.
«Molta gente è cresciuta qui attorno» fece il signor Queen in tono mite. «Che ne direste di dimostrare un po’ di buon senso, finalmente?»
«La prego, Ellery» mormorò Pat scostando la propria mano da quella del giovane.
«So che sto impicciandomi degli affari vostri e il mestiere di ficcanaso è duro» sospirò il signor Queen «ma, comunque, che ne dite della mia decisione di partire?»
«Pensavo che fosse innamorato di lei» borbottò Cart ruvidamente.
«E lo sono infatti.»