«Ma dove vuole arrivare?» domandò Carter Bradford accigliandosi.
«Uno dei libri di quella cassa era la copia della Tossicologia di Edgcomb.»
Carter Bradford rimase a bocca aperta.
«Ma il passo che riguardava l’arsenico!»
«E non solo quello… dovete sapere che le tre lettere erano cadute dalle pagine di quel volume.»
Quella volta Carter non disse nulla. Pat fissava Ellery con aria interrogativa.
«Ora, dal momento che quella cassa era stata inchiodata a New York e riaperta solo quel giorno, e poiché il libro di tossicologia vi era rimasto rinchiuso, è chiaro che Jim non poteva aver scritto quelle tre lettere a Wrightsville. Quando mi resi conto di questo, capii tutto. Le lettere dovevano esser state scritte a New York, prima che Jim ritornasse a Wrightsville per chiedere a Nora di sposarlo. Vale a dire, prima che sapesse con sicurezza se Nora lo avrebbe accettato dopo l’abbandono e tre anni d’assenza.»
«Già» mormorò Carter Bradford.
«Ma non capite?» domandò Ellery. «Come potevano riguardare Nora, la malattia e la morte predette da Jim per sua “moglie” in quelle lettere? Certo, Nora era la moglie di Jim quando vennero trovate, ma non era sua moglie e Jim non poteva pensare che lo sarebbe diventata quando le aveva scritte.»
«Ma Ellery» ansimò Pat. «Se quelle lettere non riguardavano Nora, allora… tutto…»