«La verità non è piacevole.»

«Ellery!» gridò Pat.

«Ma voi non siete più bambini. Vi ripeto che la verità non è piacevole, ma se non altro, è la verità e quando voi la conoscerete potrete prendere delle serie autentiche decisioni… Pat, è come un’operazione. O si taglia il tumore, o si muore: devo operare?»

«Avanti, faccia pure… dottore» sussurrò infine Pat.

Cart inghiottì a fatica e annuì.

«Lei ricorda, Pat» cominciò il signor Queen con un sospiro «d’avermi parlato, all’ospedale, della visita che avevo fatto a Nora alla vigilia di Ognissanti, quando avevo trovato lei e sua sorella che portavate i libri dal salotto al nuovo studio di Jim, al piano superiore?» Pat annuì senza parlare. «Ricorda che cosa mi ha detto? I libri che lei e Nora stavate portando di sopra erano appena stati levati da una cassa inchiodata. Lei era scesa in cantina pochi minuti prima che io entrassi e aveva visto la cassa dei libri chiusa e inchiodata esattamente come era arrivata dalla stazione alcune settimane prima… aveva visto la cassa intatta e l’aveva aperta personalmente. »

«Una cassa di libri?» brontolò Cart.

«Quella cassa di libri, Cart, faceva parte dei bagagli che Jim aveva spedito da New York a Wrightsville quando era ritornato per fare la pace con Nora. Quel bagaglio era rimasto in deposito alla stazione di Wrightsville, Carter, era rimasto alla stazione per tutto il tempo della luna di miele di Jim e Nora. Era stato portato in casa Haight al loro ritorno e depositato in cantina finché, alla vigilia di Ognissanti, Pat aveva trovato la cassa ancora intatta, ancora inchiodata, ancora chiusa. Questo fatto che io avevo sempre ignorato, mi ha condotto alla scoperta della verità.»

«Ma come, Ellery?» domandò Pat.

«Fra un momento lo capirete. Avevo sempre creduto che quei libri fossero quelli dello scaffale del salotto. Credevo che fossero libri di casa, libri che Jim e Nora possedevano da molto tempo.»