«Ma Jim non ha mai parlato di una prima moglie.»
«Questo non prova che non ne abbia avuta una» affermò Cart.
«No, infatti» convenne Ellery. «Quindi tutto poteva essere perfettamente innocente, restavano però due punti inspiegabili e molto sospetti: voglio dire che le lettere erano state scritte, ma non spedite, come se nessuno fosse morto a New York, e in secondo luogo, una donna era veramente morta a Capodanno a Wrightsville come Jim aveva scritto molti anni prima dell’avvenimento. Una coincidenza? Mi pareva molto strano. No, doveva esserci qualche legame tra la morte di Rosemary e le tre lettere scritte da Jim… poiché senza dubbio, quelle tre lettere le aveva scritte proprio lui.
«Ma quale nesso poteva esserci» continuò il signor Queen «tra la morte di Rosemary Haight e le tre lettere scritte da Jim molto tempo prima? E con questo interrogativo veniamo al nocciolo della questione. Se ammettiamo che Rosemary fosse la vera vittima, l’uso delle tre lettere può essere interpretato come una finta, un astutissimo inganno, una sorta di cortina di fumo morale per nascondere la verità! Non è successo appunto questo? Bradford e Dakin non hanno appunto trascurato la morte di Rosemary per concentrarsi su Nora che ritenevano l’autentica vittima? Questo era appunto ciò che l’assassino di Rosemary voleva ottenere. Voi avete ignorato la vera vittima per concentrarvi su una figura posticcia. Così avete circoscritto le vostre indagini a Jim, la sola persona che avrebbe potuto avvelenare Nora e nemmeno per un momento avete dato la caccia al vero assassino, la persona che aveva un autentico motivo per avvelenare Rosemary.»
Pat era così sconvolta che aveva rinunciato a seguire il filo del discorso, ma Carter Bradford ascoltava attentamente, ansiosamente quasi, senza mai staccare gli occhi dal viso di Ellery. «Vada avanti» continuava a dire. «Vada avanti, Queen!»
«Torniamo indietro invece» fece il signor Queen accendendo una sigaretta. «Noi ora sappiamo che le tre lettere di Jim si riferivano a una misteriosa moglie della quale non aveva mai parlato. Se quella donna era morta a New York due o tre anni prima, perché Jim non aveva imbucato le lettere per sua sorella? Perché, soprattutto, non aveva rivelato d’esser già stato sposato quando l’avete arrestato? Perché non ne ha parlato al giudice Martin prima del processo? Se quella moglie fosse veramente morta, sarebbe stato semplicissimo dimostrarlo, presentando l’atto di morte e altri mille documenti… ma Jim non volle parlare. Non volle mai dire una sola parola che potesse far sospettare un suo precedente matrimonio. Perché? Perché aveva voluto tacere a tutti i costi?»
«Forse perché aveva veramente assassinato la prima moglie» disse Pat con un brivido.
«Ma allora perché non aveva imbucato le lettere per la sorella?» chiese Bradford.
«Eccoci al punto» disse il signor Queen. «Io mi dissi, infatti: è possibile che l’omicidio preparato da Jim per liberarsi della sua prima moglie non abbia avuto luogo?»
«Lei pensa forse che quella donna fosse viva quando Jim tornò a Wrightsville?» ansimò Pat.