«Per questo ha pianto tanto al funerale di Jim» mormorò Pat pensosa.

«Comincio a capire» borbottò Cart alla fine.

«Ma non vedo perché la prima moglie di Jim sia venuta a Wrightsville facendosi passare per la sorella, e perché Jim abbia permesso quest’inganno!» soggiunse Pat. «È una pazzia inspiegabile!»

«No, non è una pazzia. È terribilmente logico, invece, una volta che ci si pensa. Anch’io mi son chiesto il perché. E quando ci ho ripensato ho capito che cosa doveva essere successo.» Fece una pausa e bevve un lungo sorso dal suo bicchiere. «Jim fuggì circa quattro anni fa alla vigilia del suo matrimonio con Nora, dopo una violenta lite per la casa nuova. Andò a New York, immagino, disperatamente infelice. Dovete pensare alla personalità di Jim. Era un ragazzo quanto mai indipendente… la sua natura era impastata di orgoglio e di fermezza. Fu questo che gli impedì di scrivere a Nora, di ritornare a Wrightsville, di comportarsi come un essere logico, e umano. Nora stessa, però, merita un biasimo per non averlo saputo comprendere. Comunque Jim andò a New York convinto che la sua vita fosse completamente spezzata e là si imbatté in una donna. Tutti l’abbiamo vista quella donna sprezzante annoiata stranamente bella… era proprio il tipo da affascinare un povero figliolo che soffriva ancora tutte le pene di una delusione amorosa. Quasi per ripicca Jim la sposò. Devono essere stati molto infelici insieme. Jim era un ragazzo solido, onesto, la donna era un tipo di bellezza notturna, egoista, crudele, capace di portare un uomo alla disperazione. Deve avergli reso la vita impossibile, se Jim era arrivato alla determinazione di ucciderla. Il fatto che avesse studiato l’omicidio con tanta cura, scrivendo quelle lettere a sua sorella in anticipo (che sciocchezza fu quella!) dimostra come fosse ossessionato dal bisogno di liberarsi da quella donna.»

«Ma perché non ha divorziato invece?» chiese Pat con un filo di voce.

«Sono certo che se avesse potuto, l’avrebbe fatto.» Ellery si strinse ancora nelle spalle. «Ma quella era una vera sanguisuga umana. Naturalmente noi non possiamo essere certi di nulla, ma io giurerei, Carter, che investigando scoprirebbe che: a) lei aveva rifiutato di concedergli il divorzio, b) lui aveva deciso di ucciderla, c) in qualche modo la donna era venuta a conoscenza dei suoi piani, ed era fuggita, d) più tardi aveva informato Jim di essere riuscita a ottenere il divorzio.

«Possiamo dedurlo facilmente da quel che seguì. Sappiamo infatti che Jim era sposato con una certa donna… e sappiamo che poco dopo, corse a Wrightsville e chiese a Nora di diventare sua moglie. Indubbiamente non l’avrebbe fatto se non avesse creduto di essere libero dalla prima moglie. Ma per crederlo, la donna doveva avergli dato una ragione plausibile. Sono convinto che quella gli disse, o gli scrisse di aver ottenuto il divorzio.

«Che cosa successe, allora? Jim sposò Nora dimenticandosi completamente, nella sua felicità, di quelle tre lettere nascoste nel libro di tossicologia. Dopo la luna di miele i due sposi ritornarono a Wrightsville per iniziare la loro vita matrimoniale nella nuova casa, e cominciarono i guai.

«Jim ricevette una lettera della sorella… si ricorda quel mattino, Patty? Dunque Jim lesse la lettera, ne rimase tremendamente scosso, poi, più tardi, annunziò che sua sorella gli aveva scritto e che forse era il caso di invitarla a Wrightsville…» Pat annuì. «Naturalmente la donna che si presentò dicendosi sorella di Jim era la prima moglie. Ma perché scrisse a Jim e venne a Wrightsville? Perché Jim le permise quell’inganno? Perché quel segreto fu mantenuto fino alla sua morte e ancora dopo? Può esservi una ragione: quella donna aveva un terribile mezzo per ricattare Jim.

«Ne abbiamo la conferma, indubbiamente. Poco dopo il ritorno dal viaggio di nozze, Jim prese a sperperare un sacco di soldi… e questo coincise con l’arrivo della prima moglie a Wrightsville. Perché prese a prestito cinquemila dollari dall’ufficio prestiti? Perché torturava Nora per farsi dare sempre più danaro? Dove andavano a finire tutti quei soldi? Li perdeva al gioco, secondo lei, Cart, e lei ha anche cercato di provarlo in tribunale, ma non ci è riuscito. Tutto quel che ha potuto appurare per mezzo di una testimone che aveva spiato dalla finestra è stata una dichiarazione di Jim. Ma per forza quel poveretto doveva dire a Nora che aveva perso del danaro giocando nell’“Allegro Inferno” di Vic Carlatti. Aveva pur bisogno di una scusa. Ma da Carlatti Jim si era limitato a bere, moltissimo, perché era disperato, ma non si era avvicinato una sola volta ai tavoli da gioco. Eppure quel danaro andava a finire da qualche parte. Non c’è dubbio: Jim lo dava a Rosemary fino all’ultimo centesimo.»