«Ma se la donna avvelenata a Capodanno era la prima moglie di Jim» protestò Carter «perché la vera sorella di Jim non si è presentata dopo il delitto? Sa Dio se quel caso ha avuto anche troppa pubblicità!»

«Ammesso che Jim avesse una sorella…» borbottò Pat.

«Oh sì, aveva una sorella» disse Ellery stancamente. «Altrimenti perché le avrebbe indirizzato quelle lettere? Quando le aveva scritte aveva sperato che gli dessero una parvenza di innocenza. Contava di mandarle alla sua vera sorella, Rosemary Haight. Doveva esserci una sorella per forza, se Jim contava di basare su di lei tutta la sua difesa.»

«Ma i giornali!» esclamò Pat. «Cart ha ragione, Ellery. Come mai la sorella vera, dopo aver letto i giornali che annunziavano la morte di Rosemary Haight, non è corsa subito a Wrightsville?»

«Ma la sorella di Jim è venuta a Wrightsville, Patty. Non so se sia venuta con lo scopo preciso di spiegare l’equivoco, ma certo, dopo un colloquio col fratello, ha deciso di non rivelare la propria identità. Immagino che Jim le abbia chiesto formalmente di non dir nulla. E lei ha mantenuto la parola data.»

«Non riesco a seguirla» interruppe Cart in tono irritato. «Mi sembra uno di quei tali che continuano a tirar fuori conigli da un cappello. Allora Rosemary Haight è venuta a Wrightsville sotto falso nome?»

Il signor Queen si strinse nelle spalle.

«Chi ha aiutato Jim nella sua disgrazia? La famiglia Wright, un piccolo gruppo di amici che lei conosce benissimo… e un’altra persona. Quella persona era una donna.»

«Roberta!» esclamò Pat. « Roberta Roberts la giornalista! »

«Sì, Roberta Roberts. Con la scusa che “ credeva” in Jim ha combattuto per lui, ha sacrificato il suo impiego, e alla fine… disperata… gli ha procurato l’automobile per fuggire, il giorno del funerale di Nora. Le stranezze della sua condotta sono largamente spiegate se pensiamo che era la sorella di Jim. Immagino che “Roberta” fosse il suo pseudonimo di giornalista. Ma il suo vero nome era indubbiamente Rosemary Haight.»