Il signor Queen accese un’altra sigaretta con mano malferma, poi rientrò in casa e tirò fuori la macchina per scrivere.

V

L’innamorato redivivo

Gabby Warrum, lo sdentato capostazione di Wrightsville, vide Jim Haight scendere dal treno e lo disse a Emmeline Du Pré. Prima ancora che Ed scaricasse Jim a Upham House, dove mamma Upham, in ricordo dei tempi passati, riuscì a improvvisargli un giaciglio, la Du Pré aveva telefonato a mezza città.

Il signor Queen, aggirandosi per la città dalla mattina di domenica, e tenendo gli orecchi ben aperti, costatò che le opinioni erano contrastanti. L’ambiente maschile, in genere, era del parere che Jim Haight dovesse venire scacciato da Wrightsville. Le signore erano del parere contrario: era un giovane simpatico. Qualunque cosa fosse accaduta tra lui e Nora Wright tre anni prima, non poteva essere colpa di Jim.

Frank Lloyd scomparve. Al giornale dicevano che era andato a caccia in montagna. Quando lo seppe, la Du Pré era sdegnata.

«Che combinazione! È partito per la caccia proprio la mattina dopo l’arrivo di Jim Haight. Se l’è svignata, naturalmente. Che pallone gonfiato!»

Era delusa che Frank non avesse tirato fuori uno dei suoi fucili e non avesse dato la caccia a Jim per le vie di Wrightsville, come aveva fatto Gary Cooper in un famoso film.

Sul mezzogiorno il signor Queen trovò il vecchio Anderson, detto da alcuni il savio e da altri il pazzo di Wrightsville, che se ne stava sul piedestallo del monumento ai caduti intento a monologare.

«Come va, signor Anderson?» gli domandò Ellery.