«Oh, Ellery, se sapesse! Non indovinerebbe mai!»

« Jim Haight è ritornato » fece pacifico Queen.

Pat lo guardò a bocca aperta.

«Straordinario! Pensi, a tre anni di distanza! Dopo aver piantato in asso Nora!… Ancora non ci posso credere. M’è parso molto invecchiato. Voleva vedere Nora. Voleva sapere dov’era. Perché non scendeva? Sì, sapeva benissimo quel che mamma e papà pensavano di lui, ma per quello c’era tempo… Dov’era Nora? E intanto continuava ad agitare il pugno sotto il naso di papà e a saltellare da un piede all’altro come un pazzo.»

«E poi che cosa è successo?»

«Io sono corsa su ad avvertire Nora. È diventata pallidissima e si è abbattuta sul letto. Ha detto: “Jim?” poi ha cominciato a piagnucolare. Ha soggiunto che preferiva morire piuttosto che vederlo… che avrebbe fatto meglio a starsene lontano… che lei non l’avrebbe ascoltato nemmeno se si fosse prostrato ai suoi piedi. I soliti luoghi comuni. Povera Nora!»

Intanto anche Patricia minacciava di scoppiare in lacrime.

«Ho capito che era inutile discutere» continuò. «Nora è cocciuta quando ci si mette. Sono scesa per riferire a Jim il quale ha cominciato a smaniare e ha tentato di salire le scale, ma papà è andato in furia, gli ha sbarrato il passo e gli ha ordinato di uscire dalla casa. Be’, Jim avrebbe dovuto travolgere papà se avesse voluto passare e allora è scappato via di corsa gridando che presto o tardi vedrà Nora, a costo di farsi largo con bombe a mano. Io intanto era occupatissima per far riprendere i sensi alla mamma che molto opportunamente era svenuta. Ma ora devo tornare a casa subito!» Pat girò sui tacchi, poi si volse di nuovo. «In nome del cielo, perché mi viene sempre voglia di correre da lei a raccontarle i particolari più intimi degli affari di famiglia, signor Ellery Smith?»

«Forse perché ho una faccia da buon samaritano» rispose Ellery sorridendo.

«Sciocchezze! Crede che io sia inn…» si morse le labbra e scappò via.