«Che cosa c’è, Nora?» domandò il signor Queen.
«Non… non capisco» disse Nora debolmente, mentre tornava a infilare i fogli nelle buste. Il suo viso aveva un pallore grigiastro. Pat e Ellery si guardarono perplessi.
«Bum…!»
Nora girò su se stessa con un grido. Sulla soglia c’era un uomo che portava una grossa maschera di cartapesta, le sue dita si aprivano e si chiudevano con gesto famelico di fronte al suo viso fantastico. Nora roteò gli occhi finché si vide solo il bianco, poi si accasciò sul pavimento sempre stringendo le tre buste con gesto convulso.
«Nora!» Jim si strappò la ridicola maschera. «Nora, io non volevo…»
«Jim, idiota!» ansimò Pat inginocchiandosi presso il corpo immobile di Nora. «Guarda che bello scherzo! Nora cara!… Nora!»
«Fatti in là, Pat» ordinò Jim con voce rauca. Afferrò il corpo abbandonato di Nora e lo portò su per le scale quasi correndo.
«È solo uno svenimento» disse Ellery mentre Pat s’incamminava in fretta verso la cucina. Un momento dopo entrambi raggiungevano gli sposi nella loro camera.
Trovarono Nora sul letto in preda a una crisi isterica, mentre Jim si torceva le mani gemendo e maledicendosi. Ellery scostò Jim e appoggiò il bicchiere contro le labbra bluastre di Nora. La donna tentò di respingerlo. Ellery allora la schiaffeggiò con violenza. Nora diede un grido ma bevve l’acqua a fatica tossendo e soffocando. Poi ricadde sul cuscino coprendosi il viso con le mani.
«Andatevene, andatevene» singhiozzò.