«Impegnato dei gioielli? Di chi?»
«Oggi quando è uscito dalla banca, si è intrufolato furtivamente nel negozio di Simpson, sulla piazza, e ha impegnato una spilla di cammei incrostata di rubini, se non sbaglio.»
«Ma è di Nora! Gliel’ha regalata la zia Tabitha quando ha preso la licenza liceale!»
Ellery afferrò le mani della ragazza.
«Jim non ha denaro suo, vero?»
«No, ha solo quel che guadagna.» Pat strinse le labbra. «Papà gli ha fatto una predica l’altro giorno, per questioni di lavoro. Jim diventa sempre più negligente. Lei conosce papà; è gentile come un agnello; deve essersi sentito terribilmente a disagio a fare una parte simile. Ma Jim lo ha rimbeccato violentemente, e il povero papà ha fatto dietrofront e se n’è andato. Ha notato che faccia ha la mia mamma?»
«Pare sbalordita.»
«La mamma non vuole ammettere che qualcosa non va… nemmeno con me. Nessuno l’ammetterà mai, nessuno. E Nora meno di tutti gli altri! Le pettegole del paese ci danno sotto a tutt’andare… Le odio! Odio questa città, odio Jim…»
Ellery la strinse dolcemente tra le braccia…
Nora preparò il pranzo dell’ultima domenica di novembre con la forza della disperazione… come una donna che cerca di tenere in piedi un mondo che le sta crollando intorno.