«Già» convenne Jim, continuando a radersi. «Immaginerebbero chissà che cosa. Oh, la mia testa! Non lo farò mai più.»

«Vada subito a dirlo a Nora» rise Ellery. «Bene: arrivederci, Jim.»

«Buongiorno, e grazie ancora.»

Ellery uscì sorridendo, ma il suo sorriso svanì non appena giunse sul pianerottolo. Aveva notato che la porta della camera degli ospiti era un po’ più aperta di quando era andato a parlare con Jim.

Al signor Queen riusciva sempre più difficile lavorare al suo romanzo. Intanto era incantato dal panorama. La campagna era spruzzata di rosso, arancio, giallo. L’aria si era fatta più frizzante e faceva presagire la neve. Era difficile resistere alla tentazione di vagare per i viottoli e per i boschi, con le foglie secche che crepitavano sotto i piedi. L’allegria vibrava nell’aria in quei giorni di vigilia della festa del Ringraziamento. “C’è allegria dappertutto” pensava il signor Queen; “dappertutto, fuorché in casa Wright.” Poi c’era Pat, sempre più spaurita. La povera ragazza si attaccava a Ellery, tanto che mamma Wright cominciava segretamente a fare piani per le prossime nozze; e perfino John, che non si era mai interessato ad altro che ad ipoteche e a francobolli rari, li osservava con aria pensosa… Sì, tutto questo rendeva il lavoro molto difficile.

La maggior parte del tempo, Ellery la perdeva osservando Jim e Nora senza farsi notare. Le cose andavano sempre peggio in famiglia Haight. I due sposi, infatti, non andavano più d’accordo. Scoppiavano liti sempre più frequenti, e sempre più violente, e spesso le voci amare ed aspre dei giovani, portate dall’aria fredda di novembre, giungevano in casa Wright attraverso le finestre chiuse. A volte litigavano per Rosemary, a volte per le ubriacature di Jim, a volte per il denaro. Jim e Nora continuavano a recitare coraggiosamente la parte degli sposi felici di fronte alla famiglia Wright, ma tutti sapevano quel che stava accadendo.

«Jim ne ha combinato una nuova» riferì Pat ad Ellery una sera. «Adesso gioca!»

«Davvero?» domandò incuriosito il signor Smith.

«Nora me ne parlava questa mattina.» Pat era tanto sconvolta che non riusciva a star ferma. «E lui lo ha ammesso… Gliel’ha gridato in faccia. E subito dopo le ha chiesto del denaro. Nora l’ha scongiurato di dirle che cosa c’è sotto, ma più mia sorella lo prega, più Jim diventa duro e cattivo. Ellery, io credo proprio che sia pazzo. Anzi, ne sono convinta.»

«Non credo che le cose siano così semplici» insistette Ellery, testardo. «C’è sotto qualcosa di molto più complicato. La sua condotta è stranissima. Patty, se Jim parlasse! Ma se ne guarda bene. Ieri sera l’ha riportato a casa l’autista del tassì della stazione. Io l’aspettavo sotto il portico… Nora se n’era andata a letto. Era ubriaco fradicio. Ma quando ho cercato di fargli dire qualche cosa…» Ellery si strinse nelle spalle. «Mi ha preso a pugni. E non è tutto, Pat, ha anche impegnato dei gioielli.»