Arrivarono Pat e gli altri.
«Il dottor Willoughby sarà qui tra poco» annunziò Lola. «Andatevene, voi uomini!»
«È impazzita?» domandò Rosemary, con voce soffocata.
«Buttate giù quella porta!» ordinò Pat. «Ellery la butti giù! Jim, papà, aiutatelo!»
«Se ne vada, Jim» brontolò Ellery. «Da un fastidio tremendo.»
Ma al primo urto Nora lanciò un grido.
«Se qualcuno entra io… io… non entrate ho detto!»
Hermy gemeva piano, come un gatto ammalato, e John continuava a mormorarle: «Su, su, su…».
Finalmente la porta cedette. Ellery si precipitò nella stanza da bagno. Nora era china sul lavabo, tremante, pallida, debole e inghiottiva delle cucchiaiate colme di latte di magnesia. Si voltò a guardare l’investigatore con una strana espressione di trionfo negli occhi, poi gli svenne tra le braccia.
Quando Nora rinvenne vi fu un’altra scenata.