«Mi pare di essere un animale nello zoo! Mamma ti prego, mandali via, mandali via tutti!» Tutti se ne andarono eccetto la signora Wright e Jim.
Ellery udì ancora Nora gridare con voce stridula: «No, no, no! Non voglio che stiate qui! Non voglio vederlo!».
«Mia cara» la voce di Hemy tremava. «Il dottor Willoughby, il medico che ti ha aiutata a venire al mondo…»
«Se quel vecchiaccio mi viene vicino» urlò Nora, «farò qualche pazzia! Mi ucciderò! Mi butterò dalla finestra!»
«Nora» gemette Jim.
«Fuori di qui, vattene! Anche tu, mamma!»
Hermy scivolò fuori dalla stanza seguita da Jim che aveva gli occhi rossi e sembrava istupidito. Nell’interno, si sentì Nora vomitare e piangere. Quando il dottor Willoughby arrivò, quasi senza fiato, John gli disse che c’era stato un errore e lo mandò via.
Ellery chiuse la porta senza rumore, ma ancor prima di accendere la luce, sapeva che c’era qualcuno nella sua stanza. Girò l’interruttore e disse: «Pat». E Pat era là, accoccolata sul letto; sul cuscino, accanto al suo viso, c’era una macchia umida.
«Sono rimasta sveglia ad aspettarla» spiegò Pat sbattendo gli occhi abbagliata dalla luce viva. «Che ora è?»
«Mezzanotte passata.» Ellery tornò a spegnere la luce e si sedette vicino alla ragazza. «Come sta Nora?»