Jim la guardò con aria incredula, poi un largo sorriso gli apparve sul volto. Afferrò la moglie per la vita e cominciò a piroettare con pazza energia. Ellery andò in cucina rapidamente e si preparò un liquore… il primo della serata.

Mancavano quindici minuti a mezzanotte quando Rosemary agitò un braccio con aria drammatica e ordinò:

«Jim, un altro bicchiere!»

«Non ti pare di aver bevuto abbastanza, Rosemary?» domandò suo fratello allegramente.

Quella sera il marito di Nora non aveva bevuto quasi nulla. Rosemary fece la faccia scura.

«Portami qualcosa da bere, guastafeste!»

Jim si strinse nelle spalle e si diresse verso la cucina, seguito dal clamoroso consiglio del giudice Martin:

«Ne prepari in abbondanza, figliolo!»

Una porta divideva l’atrio dalla cucina, e una arcata dava dalla cucina nella dispensa, dove s’apriva anche l’uscio della sala da pranzo. Il signor Ellery Queen si fermò alla porta dell’atrio e accese una sigaretta. Il battente era semiaperto e il giovane poteva vedere sia in cucina, sia in dispensa. Jim si dava da fare coi liquori in dispensa fischiettando in sordina. Aveva appena finito di riempire la nuova serie di bicchieri con la miscela del cocktail, quando qualcuno bussò alla porta posteriore della cucina, Ellery s’irrigidì ma resisté alla tentazione di distogliere gli occhi dalle mani di Jim.

Lo sposo lasciò i bicchieri e andò ad aprire.