L’interesse del signor Queen per i problemi culinari, quella sera parve raggiungere limiti incredibili. Il giovane aveva piantato le tende in cucina, e osservava Alberta, osservava Nora, osservava la stufa e la ghiacciaia, teneva sott’occhio tutti coloro che andavano e venivano, badando attentamente a quel che facevano nelle vicinanze dei cibi o delle bevande. E si dimostrò tanto premuroso e servizievole che, non appena Alberta se ne fu andata per partecipare a una festa di Capodanno in casa di alcuni amici lituani, al villaggio, Nora esclamò:
«Mamma mia, Ellery, che temperamento casalingo! Ecco qua, mi aiuti a farcire le olive!»
E così il signor Queen farcì le olive, mentre Jim nella dispensa adiacente preparava alcune bibite. Dal punto in cui il signor Queen si trovava, poteva seguire perfettamente i movimenti del suo ospite.
Nora servì una cena sontuosa: i cibi erano squisiti e i cocktails perfetti. Ben presto una nuova allegria cominciò a regnare nella stanza. Lola non era presente. Era stata invitata, ma aveva declinato cortesemente l’invito.
Rosemary Haight teneva corte in un angolo, circondata dalla maggior parte degli uomini presenti… Era chiaro che non l’interessavano affatto, aveva un’aria annoiatissima, ma pareva che ritenesse necessario mantenersi in esercizio. Pat, osservando il vecchio dottor Willoughby trotterellare in giro premuroso e compunto per riempire il bicchiere di Rosemary, domandò ad Ellery:
«Come mai la gente non riesce a leggere nell’animo di una donna simile?»
«Forse perché c’è troppa carne soda e fiorente che impedisce la vista» ribatté il signor Queen, e si diresse verso la cucina per la dodicesima volta ad osservare i maneggi di Jim.
Le serate di gala, nelle case “distinte” di Wrightsville, non erano rinomate per la loro allegria, ma Rosemary Haight, la forestiera, esercitò un’influenza irresistibile sul tono della riunione. Numerosi liquori l’avevano resa evidentemente allegra, col massimo disgusto della zia Tabitha. La sua vivacità contagiava specialmente gli uomini, cosicché le voci si alzarono di tono, le risate divennero forti e un po’ malferme e per ben due volte Jim dovette recarsi nella dispensa per preparare nuovi beveraggi, e Pat dovette aprire un’altra bottiglia di ciliege al maraschino. Entrambe le volte il signor Queen comparve sorridente al fianco dello sposino offrendo il proprio aiuto.
Carter Bradford brillava per la sua assenza. Pat stava in attesa dello squillo del campanello d’ingresso. Qualcuno accese la radio, e Nora disse a Jim:
«Non abbiamo più ballato dai giorni della nostra luna di miele, vieni caro!»