«Fai attenzione, Nora» consigliò Hermy. «Sai che sei stata poco bene. Oh, mi gira la testa!»

«Ubriacona!» fece John baciando galantemente la mano della moglie.

«Un sorso non mi farà male, mammina» protestò Nora.

«Un momento!» gridò il giudice Martin. «Ecco che sta arrivando il nuovo anno, urrà!» la voce del vecchio giurista fu soffocata dai clamori di cori e di campane che venivano dalla radio.

«Al nuovo anno!» vociò John. Tutti brindarono, perfino la schizzinosa zia Tabitha. Nora bevve un sorso con una smorfietta, Jim la vide, scoppiò a ridere e la baciò teneramente.

Fu come un segnale: tutti cominciarono ad abbracciarsi, e il signor Queen, che si dava un gran da fare per tener tutto sott’occhi, si trovò stretto fra due braccia morbide e tiepide.

«Buon Anno!» mormorò Pat e, alzato il viso sorridente, baciò il giovane sulle labbra. Per un istante la stanza, illuminata dalle luci tremule delle candele, parve ondeggiare, poi il signor Queen con un risolino si chinò per rubare un altro bacio, ma Pat gli fu strappata dalle braccia dal vecchio dottor Willoughby che borbottò:

«E a me niente?» ed Ellery si trovò ad abbracciare stupidamente l’aria.

«Ancora!» gridò Rosemary. «Un altro giro! Sbronziamoci tutti, perdinci!»

La ragazza agitò il proprio bicchiere vuoto sotto il naso del giudice Martin che le lanciò un’occhiata strana. Frank Lloyd bevve due cocktails uno dopo l’altro. Jim disse che sarebbe sceso in cantina per prendere qualche altra bottiglia… al piano superiore non ce n’erano più.