Voleva darsi dell'importanza.

Camminava a tal uopo diritto nella persona, a passi gravi e misurati.

La natura per altro l'aveva dotato di buon cuore e d'una certa sensibilità; togliendo quel suo sciocco orgoglio, quella fatua ostentazione di serietà, quel suo frasario ridicolosamente ricercato, Nicodemo era l'uomo il più inoquo di questo mondo.

Erano pochi minuti che Marta si trovava nel camerino de' portinaj allorquando entrava Nicodemo.

—Buon giorno signor maggiordomo, saltò su la servetta col suo fare spigliato e non curante.

Il nostro personaggio s'inchinò maestosamente, indi fermato lo sguardo in volto alla bella giovinetta parve contemplarla con compiacenza.

Lo si capiva dalla sua bocca che dilatandosi a poco a poco si atteggiava ad un sorriso forse un po' sciocco.

La servetta non potè trattenere uno scoppio d'ilarità.

—Sempre di buon umore, eh! disse galantemente Nicodemo inchinandosi una seconda volta.

Poscia il maggiordomo aggrottando ad un tratto le sopracciglia soggiunse in tuono severo: