—Che ci avrei passato volentieri una parte dell'anno.
—In campagna?
—Già, con lei.
Nicodemo parve raccogliersi un istante e fare uno sforzo di riflessione, indi stralunando gli occhi e battendosi la fronte gridò:
—Ma sicuro che è così, oh non fallo io! Se tu, dico… pensi già al modo di vivere meco allorquando ti avrò solennemente impalmata è segno chiaroveggente che non hai nessuna difficoltà a darmi la tua annuenza, non è vero? Ma allora noi possiamo dire che tutto è concretato e sancito!
—No, non è così…. gli è che…. balbettava Marta arrossendo suo malgrado.
—Bene, bene, fanciulla mia, io non voglio sorprenderti, pensa pure con calma e vedrai che il vantaggio della nostra unione è tutto tuo, che tu non puoi pretendere di più.
La servetta fece un dispettuccio che sfuggì agli occhi del maggiordomo, e che si poteva tradurre così:
—Ih, quanta superbia! diventa mio marito, e te la farò dar giù io.
In questo punto si udì una lunga scampanellata che fece trasalire i nostri personaggi.