—Guarda, guarda, pensò egli in cuor suo, quella briccona di Marta certamente innamorata de' miei vezzi aveva già parlato ai portinaj perchè ci mettessero d'accordo.

Ed aggiunse ad alta voce:

—D'un matrimonio avete detto? e fra chi?

—Sarebbe fra due persone che pajono nate espressamente per accoppiarsi, disse il Pipélé sorridendo.

—Ah sì? ma chi sono dessi?

—Sono… eh, eh, signor maggiordomo, vorrei dirglielo d'un colpo, ma mi piacerebbe lasciarlo indovinare! Ecco, la sposina è una giovinetta bella come il sole, piena di grazia e di bontà, educata poi… nientemeno che in uno dei nostri migliori collegi…

—È la Marta certo, pensò il maggiordomo, ma però non mi sono accorto mai che avesse cotanta educazione in corpo.

—In quanto allo sposo, continuava il portinajo, è un uomo stimato da tutti per il posto eminente che occupa nella società, di profondo sapere, di molta dottrina, che parla come un libro e che scrive come… un avvocato.

—E questi son io, ripensò con compiacenza Nicodemo.

—E malgrado le sue eccellenti qualità, aggiunse Bastiano, il mio uomo è affabile con tutti e non isdegna neppure di trattare con della povera gente come per esempio saressimo noi… e figurarsi che tra noi e lui corre quella differenza che ci sarebbe fra… fra…