—Ah, meno male, siete voi.
—Guardalo qui quel caro signor maggiordomo, gridò Bastiano colla sua cordiale bonarietà; e noi lo credevamo all'Aquila trincando il suo solito mezzino.
—Zitto dico… fate adagio, esclamò Nicodemo girando attorno gli occhi smarriti; in tutto l'orbe terraqueo l'uomo ha i suoi capricci, ma non per questo si devono seminare al vento. Se qualcuno vi sentisse mi crederebbe un crapulone, un non so io…
—Cosa vuole, soggiunse Maddalena scusando suo marito; bisogna compatirlo, è il suo maledetto vizio di dire tutto quello che gli viene in mente.
—Guarda chi mi vuol correggere, ribattè Bastiano, mia moglie, lei che non sa tenere in gozzo quello che terrebbe un pulcino.
—Parlare va bene, disse la portinaja, ma a tempo debito.
—Ih, cosa ho detto infine? che credevo trovar il signor maggiordomo col mezzino in mano; è un delitto forse inumidirsi qualche volta la gola? corpo d'una ciabatta, se ciò fosse io sarei l'uomo il più malvagio di questo mondo.
—Bene, dico… non è nulla, conchiuse Nicodemo, un'altra volta abbiate più prudenza… e finiamola. Ora ditemi in che cosa io possa giovarvi, che salvo errore voi foste in traccia di me.
—Ecco qua, saltò su Bastiano, si tratterebbe… d'un matrimonio.
Nicodemo si scosse.