—No, gliela darò domani.
—Come vuoi.
E Marta, lanciata un'occhiatina amorosa al fidanzato, che lo fece andar in visibilio, ratta ascese lo scalone che doveva condurla negli appartamenti del conte.
Nicodemo, riavutosi dal turbamento che gli aveva cacciato addosso la improvvisa chiamata del padrone, s'accorse ch'era solo nello stanzino dei portinai.
Aggrottò le sopracciglia e riflettè:
—Diavolo, come ho fatto impegnarmi a restare in questo vil ricettacolo della bassa moltitudine. Se mi si vedesse supplire un portinaio sarei un uomo disonorato, perderei quel discendente ch'io esercito sugli altri, la mia posizione socialistica si vedrebbe compromessa…. ecco come si fa in frotta, dico…. a spregiudicarsi in un momento di debolezza; e tutto per quel diavoletto di Marta, che a dirla qui in confidenza mi ha fatto girare un poco il cervello. Adesso che ci penso, dicono che tante volte chi si lascia prendere dall'amore diventa sciocco; diavolo! con vorrei anch'io per niente affatto seguire codesta regola!… Oh, ma chi ha il mio ingegno non lo smarrisce tanto presto. Voglio prender moglie ed avere dei figli; i figli somigliano sempre al padre; dunque è mio dovere propagare una razza che deve essere il lustro del paese…. sarò il decroteur d'Italia.
Nicodemo aveva finito il suo monologo allorquando udì il rumore di alcuni passi sotto l'atrio della porta.
Il povero uomo fremette; egli stava per essere sorpreso in un luogo che avrebbe macchiata la sua riputazione.
Il rumore s'avvicina sempre più, la porta di strada s'apre ed entrano… i conjugi Paglini.
Emise un sospiro il maggiordomo e proruppe: