—Non vi aveva adunque mal giudicato. Ma dite e vostro padre?

—Ah, mio padre?

Era il grido di colui che vien destato alla realtà della vita nel momento di concepire un bel sogno.

—Egli mi ama, mormorò Flavio con tristezza, ma è troppo orgoglioso per rinunciare a' suoi diritti di sangue.

—E chi è desso? chiese Gervaso impensierito.

—Il conte Renato Sampieri.

—Chi? chi avete detto? proruppe il vecchio trasalendo.

Flavio ripetè quel nome che scosse papà Gervaso una seconda volta.

—Lo conoscete voi forse? domandò il giovine.

Gervaso rientrato in sè stesso parve riflettere profondamente; scosse la testa in segno di dubbio e mormorò: