Smascherando pubblicamente il falso conte, Gervaso abilitava Flavio a compiere il voto ardente del suo cuore sposando Erminia, dolce cura pure del vecchio; ma il conte gli aveva fatte delle giuste osservazioni.
Un duello era adunque l'unico mezzo che gli restava per sbarazzarsi dell'audace che con tanta ostinazione persisteva a mantenersi ad un posto usurpato.
Si risolse alla trista partita.
Lanciò sul conte uno sguardo di fuoco e proruppe:
—Ebbene sì, o signore, voi l'avete detto, uno di noi deve scomparire per sempre. Ci batteremo.
—Benissimo, riprese il conte col massimo sangue freddo, allora se mi permettete farò io le condizioni.
—Fate pure.
—Due colpi di pistola ciascuno, a dieci passi di distanza; tireremo a piacimento movendoci incontro. Accettate?
—Accetto.
—Domani all'albeggiare, alla mia villa di Melzo; nessuno verrà a disturbarci.