—Mio nipote!
Ed i loro occhi versavano lagrime di tenerezza.
In questo punto Nicodemo mandò un grido di gioja.
—Ah ci sono, ci sono, proruppe il buon uomo saltellando come un fanciullo attorno a Gervaso. Ma se lo dico io, ho una memoria che fa concorrenza a quella d'un creditore!
L'attenzione di tutti si fermò su Nicodemo.
—Sentite Gervaso, continuò, veramente dovrei incominciare a chiamarvi signor conte, ma per ora permettete, sto forse per rendervi un'immenso servigio e la gioja mi confonde le facoltà mentali. Sentitemi adunque e rispondete sinceramente, come lo fareste col vostro confessore, non ve ne pentirete certo. Vi ricordate ancora in qual giorno preciso successe quel duello nell'anno 1778?
—Fu un venerdì del mese di Giugno. È una data fatale ch'io non ho mai dimenticata.
—Benissimo, proruppe Nicodemo, fin qui siamo d'accordo. E l'ora, dite, ve la rammentate?
—Alle otto circa del mattino.
—Di bene in meglio. E la località precisa?