—Non è un sogno codesto?

—No, è la più ridente realtà. Oramai nulla più m'impedisce d'amarti.

—Flavio!

—Voglio averti sempre al mio fianco, vivere con te… di te, per te!
Oh, io t'amo come nessuno mai ha amato quaggiù.

—Ho tanto sofferto!

E la fanciulla fissava in volto al giovine uno sguardo mesto, affettuoso, affascinante.

Flavio attratto dal magnetismo di quello sguardo si chinò lentamente su di lei e stava per deporle un bacio sulla fronte purissima, se non che Maddalena, che non perdeva d'occhio gl'innamorati proruppe in un studiato accesso di tosse.

Flavio si ricompose.

Vi fu un'istante di silenzio ma i due giovani avevano troppe cose a dirsi per lasciar scorrere inutilmente il loro tempo.

—Come sei bella Erminia, ricominciò Flavio divorandola cogli occhi; sei sempre la vereconda ch'io vidi per la prima volta a Monza sotto l'abito modesto di collegiale.