—Oh grazie! Corro subito a premunirla dell'inaspettata fortuna.

Gervaso approfittando d'un momento in cui tutti fattisi intorno a Nicodemo si congratulavano pel suo matrimonio, s'avvicinò a Maddalena e prendendole dolcemente la mano le disse in tuono di mesta compunzione.

—Maddalena, io ebbi un giorno dei gravi torti verso di voi; mi avete perdonato?

—Riconosceste nostra figlia, rispose la buona donna arrossendo; io vi perdono.

Pochi giorni dopo la nuova famiglia partiva per Merate dove li aspettava una bella casetta ed amene possessioni.

Flavio ed Erminia celebrate le nozze vissero sempre in un esemplare accordo.

Ebbero dei figli che furono tutto il loro amore e la delizia del
Nonno, come Gervaso voleva essere chiamato dai nipotini.

Maddalena ritornò all'antico buon umore, al suo carattere schietto e qualche volta un tantino bisbetico.

Bastiano ajutava Nicodemo nell'amministrazione dei beni, occupandosi preferibilmente di ciò che riguardasse la cantina.

Marta sposò l'intendente e dopo due anni di speranze gli regalò un bel ragazzo che sfortunatamente fu l'ultimo.