* Ora Porta Vittoria.
CAPITOLO III.
Ahi, misero! t'han guasto e scolorito
Lascivia, ambizion, ira ed orgoglio
Che alla colpa ti fero il turpe invito!
MONTI.
Siamo a Porta Tosa precisamente nel palazzo del giovine conte Alberto
Sampieri.
È quasi mezzanotte.
In un'ampia stanza che serve nel tempo istesso di anticamera e di sala d'arme stanno raccolti intorno ad un tavolino quattro uomini che con un mazzo di carte ed un fiasco di vino passano il loro tempo giuocando e bevendo allegramente.
Vestono tutti la livrea e dalla sua uniformità si comprende come appartengano ad un medesimo padrone.
Sono i quattro servi di casa Sampieri.
Se si dovesse giudicarli dal volto non si potrebbe al certo dar di loro un giudizio lusinghiero; sebben giovani ancora portano scolpite in fronte le traccie del vizio, del disonore, del delitto.
Il maggiore di essi, conta all'incirca trent'anni.