—Sicuro, lui fiuta la preda, a noi acchiapparla e mettergliela nel carniere.
—Diventate conti e milionari, eppoi farete lo stesso.
—Bravo Marco, hai ragione.
—Scommetto che tutto finire come altre volte con un viaggio a Magenta, osservò Franz; miei cavalli oramai sapere a memoria la strada.
—Tanto meglio, la faranno più in fretta.
A por fine a questa enigmatica conversazione si fece sentire il passo d'un uomo salire lentamente lo scalone. Tutti tesero attenti l'orecchio.
—È lui, esclamarono in coro i quattro servi, e balzarono in piedi.
—Va adagio, brutto segno, congetturò Marco accendendo un lume.
Infatti poco dopo entrò il conte Sampieri e girando attorno uno sguardo bieco senza neppur curarsi degli ossequiosi inchini dei suoi servi s'internò negli appartamenti.
Marco lo seguì.