—In che modo? gli chiese il conte sorridendo.
—Una sera lo vidi passeggiare a piccoli passi davanti ad un certo magazzeno di mode. In quel mentre vi usciva schiamazzando una turba di giovinette e senza aver l'intenzione di spiarlo lo sorpresi nell'atto d'offrire il braccio alla più bella, alla più degna di lei.
—Ebbene, riprese Sampieri, son quindici giorni ch'io l'avvicino ma che getto il mio tempo inutilmente. Più che ritrosa ell'è ostinata e non sa d'altro parlarmi che di doveri, d'onore… che so io, pregiudizi da femminetta. Stassera mi disse chiaro e netto ch'io cessassi dall'inseguirla o che non si sarebbe più mossa di casa. Ed io l'amo, sento di non poter vivere senza di lei… ma l'avrò, tu me ne sei mallevadore Marco, e guai s'io mal ripongo la mia fiducia. Ti do otto giorni; Sabato venturo mi reco a Magenta, ella ritornerà dal magazzino a mezzanotte, due ore dopo voglio averla nelle mie braccia, m'intendi?
—Perfettamente, rispose Marco sottovoce e girando attorno gli occhi sospettoso come tutti coloro che tramano un delitto; a mezzanotte quella via è affatto deserta, muta, e tenebrosa; io faccio appostare una carrozza e mi ci acquatto dentro; Tonio e Piero attendono la bella al varco, ella giunge ed in men che non lo pensa con la bocca imbavagliata l'accomodo in vettura e le uso la cortesia di condurla in campagna. Oh, è un affare semplicissimo e non dev'essere il primo ch'io conduco a buon fine… se non isbaglio.
—È vero.
—Ed ai parenti mo', ci ha ella pensato?
—È sola con suo padre; questi è vecchio e povero ci chiuderemo la bocca con una manciata d'oro. D'altronde non lo vogliamo privare per sempre della sua cara figliuola. Gli dirai che stanca dal lavoro ha voluto recarsi un po' a diporto, che si trova in un luogo ove non le manca nulla, che vive da signora e che fa conto anzi d'inviargli settimanalmente il frutto de' suoi risparmi che sorpasserà al certo i tenui guadagni del magazzeno. Anche questo è affar tuo, penserai ad accomodarla col vecchio a quei patti ch'egli vuole. Sopra tutto non profferire il mio nome, ne indicare il mio castello.
—Eh, sono una volpe vecchia io, ed ho un'abilità speciale nel piantar carote in terreno altrui. Ma—quì Marco abbassò ancora più la voce—e se il padre s'incaponisse e mi mettesse di mezzo la polizia? Capirà bene una fanciulla sparita merita che se ne occupi e questi demoni di tedeschi, che ci venga a tutti il malanno, hanno le braccia lunghe, saprebbero scoprire l'ovile ove sta rinchiusa la pecorella. E lei deve ancora il saldo di certe vecchie partite…
—La polizia tedesca, Marco, io la sfido; d'altronde ella è più venale d'una femmina da partito e sebbene abbi dei motivi di odiare la mia famiglia, odio che in fin dei conti mi fa molto onore, sono ricco abbastanza per comperare i di lei favori. Ciò non toglie che tu debba comporla amichevolmente col vecchio.
—Farò del mio meglio. Ora a lei a farmi conoscere la fanciulla.