Là si respira un'aria fragrante che porta la salute nei petti ed una grata armonia alle orecchie.
Allorquando il zeffiro che scherza dolcemente infra le fronde degli alberi si muta a poco a poco in vento freddo e molesto.
Una nube nerastra si avanza minacciosa e dilatandosi e moltiplicandosi con ispaventevole rapidità sembra invadere l'azzurro del firmamento.
Il sole scompare; le piante agitate mandano un mormorio stridente.
Il cupo del cielo si riflette sulla terra, l'aria diventa oscura; la luce, sinistra del lampo non tarda a fendere ripetutamente le nubi che già si accavallano come le onde in un mare in tempesta.
È uno di quei rapidi cambiamenti della natura che non ci meravigliano punto nel mese di maggio.
I passeggianti colti all'improvviso si affrettano a ricondursi alle loro case, ma il tuono li sorprende sordo dapprima, indi fragoroso e col tuono un acquazzone fitto, infuriato, continuo.
È un correre, un affannarsi a riparare sotto l'atrio delle case ed in pubblici alberghi; le vie di Milano così tranquille dianzi, ora offrono uno spettacolo quasi di confusione.
Solo l'operaio mal tardandogli l'ora di riabbracciare la famiglia cui lo tenne diviso per l'intera giornata le esigenze dell'officina, affronta indifferente la pioggia sorridendo alle dolci premure che si vedrà fatto scopo dalla madre de' suoi figli.
In breve la notte cade avvolgendo il creato nel suo manto tenebroso; la città si fa deserta e silenziosa… presentando solo un'eccezione nella via di San Paolo.