Chiudevasi colà nientemeno che uno dei più rinomati magazzeni di mode ed erano circa venti giovinette vispe ed allegre che venivano messe in libertà.
Lascio immaginare che rumore assordante di voci, di risa, di urli e poverine non si poteva fargliene carico se sfogavansi in quel momento della soggezione che loro imponeva una maestra vecchia, brontolona e severa.
La natura non si può vincere, talvolta si riesce a soffocare un istante, indi bisogna che segga regina all'impero del mondo; ed è appunto in forza d'un'ineluttabile legge di questa natura che la lingua delle donne… debba sciogliere la questione del moto perpetuo.
—Guarda che brutto tempaccio, diceva una bella brunetta con un tuono di voce tale da soperchiare il cicaleccio delle compagne—ed a dire che stamattina c'era fuora tanto di sole!
—È proprio vero che in questo mese la costanza del tempo assomiglia molto a quella degli amanti; osservò sorridendo una fanciulla dallo sguardo maliziosetto.
—Già, degli amanti del giorno d'oggi.
—E di quelli ancora dei miei tempi; sospirava una vecchia zitella incaricata dalla maestra a sorvegliare la partenza delle sartine.
—Vale a dire, s'udì una voce, che i giovani del nostro secolo sono ancora quelli del secolo scorso.
—Ih, mi credete tanto vecchia!
E qui una risata generale.