«Un giorno, era domenica mi ricordo bene, e la bettola piena, zeppa di gente.
«Io ci entro, do un'occhiata intorno e non trovo neppure un amico, tranne il mio croato che soletto in un canto trinca la sua caraffa.
«Piuttosto che rimanermi solo mi reco da lui. Bisognava che in quel giorno ne avesse bevuto qualche bicchiere più del consueto poichè non l'ho mai trovato così aperto e voglioso di far confidenze.
«—Oggi esser festa per me, mi dice tutto contento.
«—Lo credo, rispondo io, oggi è domenica per tutti.
«—Mia patrona, riprende lui, afermi tonata pel recalo e lasciala in libertà tutta giornata; oggi essere il suo… nomo… nomo… come dite foi… ah, suo nomastico.
«Povero diavolo si spiega come può.
«—Ma come avviene che tu abbi un padrone, gli domando io.
«Egli allora mi racconta essere lo staffiere d'un officiale polacco ed abitare il palazzo dirimpetto all'osteria.
«—Oh bella, non sapevo, dico io; e così come ti trovi col tuo padrone, non ti mancheranno certo bastonate, eh?