—Presente, presentissimo ai bacchici appelli.
—Eh, ma una donnina la ci voleva proprio, continuò il francese ritornando alla prima idea, ed a dire ch'io avrei potuto condurre la mia vezzosa Melitta, che si pone tanto volentieri a tavola. Ma guardate che peccato! Ecco cosa vuol dire combinar le cene sui due piedi, senza riflessioni di sorta! E non sono molti giorni che in un momento di confidenza quella cara fanciulla la mi diceva: Guarda il mio Adone,—la mi chiama sempre il suo Adone; dev'essere un nome che ha appreso allorquando in casa d'un certo dottore in teologia esercitava le funzioni di… governante.—Guarda, la mi diceva adunque, io porto alla cena un'affezione particolare, affezione che è in ragione diretta colla sua lautezza. E pur troppo in ragione inversa, le risposi, coll'esile complessione della mia borsa. Tuttavia la mia Melitta è una bella ragazzotta, piena di brio e di spirito, e che ci avrebbe divertiti moltissimo in questa sera….
—In allora un brindisi alla sua salute, disse il polacco.
—Evviva! gridarono in coro i convitati, e portarono le tazze alle labbra.
Il tedesco aveva impiegato meglio d'ogni altro il suo tempo.
Il corpo chino sulla mensa, gli occhi fissi nel piatto, mangiava e beveva di buonissimo appettito, se non che le troppo frequenti libazioni gli avevano diffuso sulle guancie una tinta vermiglia, la quale per un fenomeno bacchico notevolissimo s'innalzava a poco a poco, minacciando invadergli la fronte e la parte calva della testa.
Il polacco fu il primo ad accorgersene e gli disse:
—Amico all'erta! la marea del vino s'innalza!
—Terremoto, è vero, proruppe il francese, quando ne avrà fin sopra il capo sarà bell'e affogato.
—In allora calerò a fondo; e guardò sotto la tavola.